Socrate on the road6

Uno scorcio di una Hollywood che pochi immaginano. 

Di Piero Cammerinesi

Socrate on the road6

Lui sì era un grand’uomo…

Chi?

Socrate.

Ahhh…chi scusa?

Socrate, sì lui sapeva di non sapere, non come questi quattro imbecilli che pensano di sapere tutto e non sanno un…

Eh, già…

Poi lui rispettava le leggi, anche se non era d’accordo…si è anche fatto suicidare, lo sai, no?

Giusto.

Te lo dice Ernesto, amico mio…

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Cosi il vecchio clochard-filosofo – un filino alticcio ma lucido – conclude il suo discorso invero un po’ surreale, a guardarsi bene intorno.

Eh sì perché questo dialogo si svolge un giovedì notte a Hollywood, tra mio figlio – che fa il fotografo e vive a West Hollywood – e un barbone-filosofo che approfitta della “sera del bucato gratuito”.

Socrate on the road3

 

Ogni ultimo giovedì del mese, infatti, una lavanderia di Hollywood mette a disposizione dei barboni la sua struttura, in modo da permettere ai tanti homeless che girano per la capitale mondiale del cinema di darsi una ripulita ai vestiti.

Ernesto ha solo quelli che porta addosso e così gliene devono prestare degli altri in attesa che i suoi escano puliti dalle macchine.

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Tutto nasce dall’iniziativa di un’organizzazione religiosa cristiana cui appartengono i proprietari della lavanderia che – mentre i vestiti si lavano – si occupa anche delle anime dei barboni con appropriati sermoni o letture comuni della Bibbia.

Se richieste, mai obbligatorie, si svolgono su un pick-up parcheggiato fuori della lavanderia. Poi, per chi vuole restare, un pizza insieme se no via, si ritorna al proprio marciapiede o panchina.

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Li vedi tutti abbracciarsi, piangere, pregare i tanti homeless di Los Angeles che arrivano alla spicciolata, per avere, almeno per qualche giorno, dei vestiti puliti.

C’é Joe, appena uscito di galera – come la canzone di De André – che, cacciato da altri barboni che cercavano solo crack per farsi, prende l’autobus e vede per caso la lavanderia. Scende e si commuove incontrando altri sventurati come lui. Si siede per terra e legge assorto la Bibbia.

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Ernesto è on the road da 35 anni, viene dal Salvador, dice.

Nel suo Paese era un insegnante, aveva studiato architettura, una persona in gamba.

Ma poi la vita, la sfortuna, l’alcolismo lo hanno messo sulla strada, dove cerca di cavarsela meglio che può.

La società americana è fatta per i forti, i loser ne vengono espulsi come corpi estranei.

Così Ernesto cita Socrate – al quale assomiglia non poco, ci avete fatto caso? – nella calda notte californiana mentre, intorno a lui, sfrecciano le limousine dei signori della notte, quelli che passano da un party all’altro, forse neppure sapendo chi era questo Socrate.

(foto di Gianfilippo De Rossi)

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