Jesus

Considerazioni sulle immagini trovate nel 1932 a Dura-Europos, in Siria

Le prime immagini di Gesù, come quelle trovate sepolte in una città perduta in Siria chiamata Dura-Europos, sono sconosciute ai cristiani.

È una storia affascinante. Nel 1920, i soldati britannici stavano scavando una trincea lungo l’Eufrate e videro frammenti di dipinti. Appena arrivati, gli archeologi si resero conto che si trovavano in cima a un’antica città.

 

Circa1932; Yale Univ. Galleria d’arte

I persiani la chiamavana ‘Dura’ e per i romani era ‘Europos’.

I cittadini di Europos sono stati pionieri in molti modi. Intorno al 256 d.C., sotto assedio, furono gasati a morte in un primo uso della guerra chimica.

Dura-Europos fu sepolto e dimenticato. E solo 1700 anni dopo, le sue rovine vennero scavate dalla sabbia.

Circa 1932; Yale Univ. Art Gallery; dominio pubblico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C’erano templi “pagani” con immagini di divinità.

E c’era una sinagoga ebrea con un vasto murales della Bibbia. L’archeologo Clark Hopkins scrive del momento in cui fu scoperto nel 1932:

“Tutto quello che riesco a ricordare è lo shock improvviso e poi lo stupore, l’incredulità, quando sono apparsi un dipinto dopo l’altro. La parete ovest era di fronte al sole mattutino che era sorto trionfante dietro di noi, rivelando uno strano fenomeno: nonostante fossero stati avvolti da polvere secca per secoli, i murales conservavano una vivida luminosità che era quasi miracolosa.

I murales sarebbero potuti sembrare un orribile crimine teologico. Gli ebrei non illustravano la Bibbia. Farlo sarebbe stato visto da molti come una violazione del Secondo Comandamento. Ma qui, su pareti alte quasi 7 metri, l’Antico Testamento era disposto come un romanzo illustrato. C’erano Mosè, Davide, Elia, e così via. Hopkins scrive del suo sentimento di meraviglia: “Era incredibile; non c’erano assolutamente precedenti…”

Esposti alla luce del sole, i murales cominciarono immediatamente a sbiadire.

Gli archeologi realizzarono che lo strato superiore del dipinto stava scomparendo, lasciando solo la pittura di fondo. Il risultato, come uno di loro ha scritto, è stata un’immagine “irrimediabilmente confusa” rispetto all’originale.

I murales sono sopravvissuti per secoli, in attesa di questa straordinaria riscoperta, e sono durati circa due ore.

Yale Univ. Art Gallery; 1932; dominio pubblico

 

I resti furono tagliati dal muro e portati a Damasco.

Al Museo Nazionale di Damasco, l’opera di questo Michelangelo del III secolo, è entrata in un limbo religioso. Erano opere ebraiche in un paese musulmano. Ad oggi, il museo non pubblicizza i murales e le guide turistiche della città tendono a non menzionarli. Ma se sai dove guardare, sono lì.

Murales Dura-Europos al Museo Nazionale di Damasco (foto pubblicitaria)

I murales Dura-Europos potrebbero darci indizi sull’aspetto fisico di Gesù. I murales, come sostengono gli studiosi, sono intensamente messianici, con l’idea di un sovrano divino promesso che compare in molte scene. Potremmo vedere il messia nel re a destra. Una figura attraente e impegnata. Calda e amichevole.

Mordechài ed Ester (murali Dura-Europos al Museo Nazionale di Damasco; dominio pubblico)

Ogni figura maschile nei murales potrebbe essere una possibile raffigurazione di Gesù.

Erano autentici maschi ebrei quelli disegnati intorno al 245 dC. Queste immagini potrebbero essere più simili a “Gesù” di qualsiasi altra immagine disegnata in seguito dai cristiani europei.

Gesù potrebbe essere la figura identificata come Aronne, il sommo sacerdote.

La figura di David potrebbe essere attribuita a Gesù.

A circa un isolato dalla sinagoga c’era una chiesa cristiana.

È straordinario che la sinagoga, l’unica chiesa paleocristiana funzionante, potesse essere studiata. Una casa trasformata, che sembra essere diventata una chiesa intorno al 240 d.C.

Gran parte della chiesa era stata distrutta dal tempo, ma una piccola stanza, pensata per essere un battistero, si era conservata quasi integra.

Il battesimo di quel tempo era un rito molto diverso da quello che il cristianesimo avrebbe compiuto in seguito. Il battistero era visto come un grembo in cui rinascere. Sulle sue pareti c’erano due donne con in mano delle torce, che guidavano l’iniziato attraverso la notte della morte, verso la luce della resurrezione. Le pitture furono staccate dai muri e portate in America, per essere messe in mostra alla Yale University.

Battistero Dura-Europos ricostruito alla Yale University (foto pubblicitaria)

 

C’era uno schizzo di Maria, la madre di Gesù.

È stata dipinta nel momento dell’ Annunciazione, quando la vergine attinge acqua, udendo la voce dell’angelo. Le opere si sono sbiadite negli ultimi anni, quindi i disegni originali degli archeologi sono stati la fonte principale per alcuni dettagli, come la stella al seno, che segna la presenza messianica.

 

Vergine Maria nella chiesa di Dura-Europos (Yale Univ. Art Gallery; dominio pubblico

 

Ma come rappresentare Gesù?

Difficilmente potrebbe esserci una sfida artistica più grande. Non esiste una descrizione fisica di Gesù.

Per gran parte dell'”arte cristiana”, i modelli per il messia erano gli aristocratici italiani, uomini del luogo che fungevano da modelli. Anche le rovine di Dura-Europos contenevano ritratti di personaggi del posto.


Una piastrella del soffitto ha l’immagine di un uomo attraente e barbuto il cui nome è citato come “Heliodoros”. Faceva parte dell’esercito romano.

Sembra “Gesù”, ho pensato, o almeno il Gesù che sono stato condizionato a immaginare. I cristiani di Dura-Europos condividevano questo immaginario per le persone che raffiguravano, ma non era così che vedevano la loro divinità.

Piastrella dagli scavi di Dura-Europos (Galleria d’Arte dell’Università di Yale; dominio pubblico)

Le loro immagini di Gesù erano schizzi. Le due immagini del ‘Buon Pastore’, che riporta indietro la pecorella smarrita, erano primitive, quasi uno scarabocchio.

Gesù come buon pastore (Yale Univ. Art Gallery; 1932) ( archivio Michael J. Fuller )

 

Di solito faceva miracoli.

Mentre sta guarendo il paralitico lo vediamo raffigurato dai cristiani di Dura-Europos senza barba. Nonostante la statura piccola, viene caratterizzato come di genere maschile? Ha un aspetto solitario e fatato.

I suoi capelli non sono lunghi e lucenti. Non fluttua nel cielo, come in tante immagini successive di Gesù. Una caratteristica fondamentale di questi disegni di Gesù è il terreno sotto i suoi piedi.

Guarigione del paralitico. Parete nord, edificio cristiano ( archivio Michael J. Fuller )

Poi abbiamo Gesù che calma il mare.

Sta accanto a Pietro, che cerca anche lui di camminare sull’acqua.

Il disegno originale è sbiadito e il disegno di un archeologo può essere utile per esaminare le figure di Gesù e Pietro.

Bozzetto da “La chiesa più antica del mondo”; “Peter cammina sulle acque”, dall’archivio di Michael J. Fuller

 

Lo studioso Michael Peppard, in uno studio del 2016, The World’s Oldest Church, suggerisce che la figura a sinistra sia Gesù. Ma anche la figura a destra mi sembra potenzialmente Gesù. Gli scrivo chiedendogli se è abbastanza sicuro. Risponde gentilmente, per dire che in realtà ora non ha “certezze” al riguardo.

“Penso che sia ‘altamente probabile’ quello che ho scritto nel libro, ma da allora la mia fiducia si è un po’ ridotta”.

Tra le due figure maschili, sembra che non siamo in grado di identificare Gesù.

Cosa non vediamo? Gesù crocifisso.

La scena fondamentale della Cristianità non si trova a Dura-Europos.

Riflettendo su questa omissione, il Dr. Peppard spiega:

“…questi cristiani enfatizzavano la salvezza come vittoria, potenziamento, guarigione, ristoro, matrimonio, illuminazione e incarnazione più che la partecipazione a una morte ritualizzata”.

Era un altro cristianesimo, una religione di vita.

Dura-Europos nel 2017 – (credit: corrispondente di J.A. Baird)

A partire dal 2011, Dura-Europos è diventato inaccessibile agli occidentali.

Le immagini satellitari hanno mostrato l’ISIS che saccheggiava le rovine. Uno studio del 2020 dello studioso J.A. Baird, esamina i danni e include l’immagine di un attentato che le fu inviata nel 2017, tramite Twitter.

Ma i murales sono a Damasco, come Gesù alla Yale University, ora sbiadito in linee nebulose in una mostra museale.

Jonathan Poletti

Tradotto dall’inglese da Diana Ambanelli per LiberoPensare

Fonte

 

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