Let me not forget (Rabindranath Tagore)

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Se non è mio destino incontrarTi in questa vita
fa ch’io mi dolga sempre
di non averTi visto
non farmelo dimenticare un solo momento,
fa ch’io porti gli spasimi di questo dolore
nei miei sogni e nelle mie ore insonni.
Mentre i miei giorni passano
nel mercato affollato di questo mondo
e le mie mani si riempiono
dei quotidiani profitti
fa ch’io senta sempre
di non aver guadagnato nulla
non farmelo dimenticare un solo momento,
fa ch’io porti gli spasimi di questo dolore
nei miei sogni e nelle mie ore insonni.
Quando siedo sul margine della strada
stanco e ansante
quando stendo il mio letto
giù nella polvere
fa ch’io senta che un lungo viaggio
ancora mi aspetta
non farmelo dimenticare un solo momento,
fa ch’io porti gli spasimi di questo dolore
nei miei sogni e nelle mie ore insonni.
Quando le mie stanze sono tutte addobbate
e risuonano di flauti e chiassose risate
fa ch’io mi dolga sempre
per non averTi invitato alla mia casa
non farmelo dimenticare un solo momento,
fa ch’io porti gli spasimi di questo dolore
nei miei sogni e nelle mie ore insonni.

Rabindranath Tagore

***

If it is not my portion to meet thee in this life
then let me ever feel that I have missed thy sight
—let me not forget for a moment,
let me carry the pangs of this sorrow in my dreams
and in my wakeful hours.
As my days pass in the crowded market of this world
and my hands grow full with the daily profits,
let me ever feel that I have gained nothing
—let me not forget for a moment,
let me carry the pangs of this sorrow in my dreams
and in my wakeful hours.
When I sit by the roadside, tired and panting,
when I spread my bed low in the dust,
let me ever feel that the long journey is still before me
—let me not forget a moment,
let me carry the pangs of this sorrow in my dreams
and in my wakeful hours.
When my rooms have been decked out and the flutes sound
and the laughter there is loud,
let me ever feel that I have not invited thee to my house
—let me not forget for a moment,
let me carry the pangs of this sorrow in my dreams
and in my wakeful hours.

Rabindranath Tagore

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