Le mazzette di Big Pharma in Francia

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Per qualche dollaro in più…

La recente crisi ha messo in evidenza delle polarità, come le decisioni a volte sorprendenti di medici che svolgono anche ruoli consultivi o esecutivi ai massimi vertici (Consiglio scientifico, Consiglio superiore della sanità).
Il professore Perronne ha ricordato di aver impostato un sistema di dichiarazione dei conflitti d’interessi attivo prima di qualsiasi processo decisionale, che prevede perfino, se necessario, l’esclusione delle persone dal dibattito.
All’inizio del 2020 il collettivo Data+Local effettuava controlli incrociati sui dati del centro Transparence Santé *, (Trasparenza Sanità), introdotto dopo lo scandalo del Médiator.
I 30.000 professionisti distribuiti nelle 32 CHU (centri ospedalieri universitari) del territorio si sono spartiti più di 92 milioni, ai quali si sono aggiunti circa 78 milioni di euro versati principalmente a titolo di convenzioni stipulate tra i centri ospedalieri universitari (CHU) e i laboratori. Tutto questo, escludendo ovviamente gli aiuti versati alle associazioni di vittime o di pazienti.

*Il centro dati pubblico “Trasparenza- sanità rende accessibile l’insieme delle informazioni dichiarate dalle imprese sui rapporti d’interessi che intrattengono con gli attori del settore della sanità. Pilotato dal ministero degli affari sociali e della sanità, questa iniziativa di trasparenza mira a preservare la necessaria relazione di fiducia tra i cittadini, gli utenti e i molteplici attori del sistema della sanità. NdT]


Ecco la Top 13 della classifica dei recenti introiti provenienti dall’industria farmaceutica:

N°1. L’oscar va al Professor François Raffi, di Nantes. 541.729 €, di cui 52.812 € da Gilead. Sarà un caso se ci viene riferito che la telefonata anonima che minacciava Didier Raoult se continuava con l’idrossiclorochina era partita dal cellulare del reparto malattie infettive del centro ospedaliero universitario di Nantes?

N°2. Il professor Jacques Reynes di Montpellier. 291.741 €, di cui 48.006 € da Gilead e 64.493 € d’AbbVie. Orbene Jacques Reynes è stato sollecitato da Olivier Veran a pilotare la sperimentazione clinica del protocollo Raoult a Montpellier mentre è, allo stesso tempo, il coordinatore nazionale dei due studi sul Remdesivir, per conto di Gilead. Probabilmente non ha avuto il tempo di mandare la sua Dichiarazione Pubblica di Interessi (DPI) al ministero.

N°3. La professoressa Karine Lacombe, di Paris-Saint Antoine. 212.209 €, di cui 28.412 € da Gilead. E’ sul più basso gradino del podio, ma l’importante è esserci. Non c’è soltanto il podio dei ministri, a Matignon!

N°4. Il professor Jean-Michel Molina di Paris-Saint Louis. 184.034 €, di cui 26.950 € da Gilead e 22.864 € d’AbbVie. Orbene, Jean-Michel Molina è co-autore di un articolo pubblicato su Médecine et Maladies infectieuses,(Medicina e malattie infettive) che afferma che l’idrossiclorochina non funziona. Médecine et maladies infectieuses è la rivista ufficiale della SPILF, Société de Pathologie infectieuse de langue française (Società di patologia infettiva di lingua francese).

N°5. Il professor Gilbert Deray di Parigi. 160.649 €. Una bella somma per un nefrologo molto presente nei dibattiti televisivi. Attenzione, Remdesivir può essere molto tossico per i reni.

N°6. Il professore Jean-Paul Stahl di Grenoble. 100.358 €, di cui 4.552 € d’AbbVie. Notare che questa somma non è stata dichiarata sulla sua DPI. (Dichiarazione pubblica d’interessi). Ebbene, Jean-Paul Stahl è redattore capo della rivista Médecine et maladies infectieuses. E’ stato lui ad aver paragonato il Plaquénil alla carta igienica.

N°7. Il professore Christian Chidiac di Lyon. 90.741 €, di cui 16.563 da Gilead. Ebbene, Christian Chidiac è presidente della Commission Maladies transmissibles du Haut Conseil de la Santé Publique ( Commisssione malattie trasmissibili del consiglio superiore della sanità), che ha formulato il famoso parere che proibisce l’idrossiclorochina, salvo per le persone in fin di vita, chiedendo di escludere i malati dalle sperimentazioni ufficiali. (dunque Discovery). Sua assistente, la professoressa Florence Ader, citata in seguito, è l’investigatrice principale di Discovery. Pura coincidenza!

N°8. Il professor Bruno Hoen dell’Institut Pasteur. 82.610 € di cui 52.012 € da Gilead. Da segnalare che sulla sua DPI ha dichiarato di aver ricevuto soltanto 1000 € da Gilead! Bene. Bruno Hoen ha aggredito l’équipe di Marsiglia tramite una mail del 18 marzo 2020, condivisa da tutti gli infettivologi.

N°9. Il professor Pierre Tattevin di Rennes. 79.956 €, di cui 15.028 € da Gilead. Da notare che sulla sua DPI, così come il suo predecessore, ha scritto di aver percepito soltanto 1000 € da Gilead! Sarà senz’altro il sovraffaticamento… Bene. Pierre Tattevin è presidente della SPILF. Questa società di saggi ha condannato l’idrossiclorochina per incoraggiare le inclusioni in Discovery, così come in altri studi per sorteggio con gruppi di pazienti non trattati (studi randomizzati).

N°10. Il professore Vincent Le Moing di Montpellier. 68.435 €, di cui 4.776 € da Gilead e 9.642 € d’AbbVie. Ebbene, Vincent Le Moing pilota, assieme al suo capo Jacques Reynes già citato, la sperimentazione clinica di Montpellier.

N°11. Il Dottore Alain Makinson di Montpellier. 63.873 €, di cui 15.054 € da Gilead. Alain Makinson partecipa alla sperimentazione di Montpellier con Jacques Reynes e Vincent le Moing. Un bel trio. Montpellier è davvero ben rappresentato.

N°12. François-Xavier Lescure di Paris-Bichat. 28.929 €, di cui 8.621 € da Gilead. François-Xavier Lescure è il vice del nostro famoso Yazdan Yazdanpanah, del consiglio scientifico Covid-19. Ha pubblicamente criticato l’équipe di Marsiglia per screditare l’idrossiclorochina. E’ co-autore della ricerca molto contestabile sul Remdésivir di Gilead, pubblicata nel New England Journal of Medicine. Tuttavia questa ricerca non ha alcuna metodologia.

N°13. La professoressa Florence Ader di Lyon. 11.842 €, di cui 3.750 € da Gilead. Ora, Florence Ader è l’investigatrice principale di Discovery.

Fonte

Traduzione di Muriel Noury

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