La Calma (Massimo Scaligero)

La Calma Massimo Scaligero

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Si è agitati perché ci si agita nello sfuggire a ciò da cui si è presi, onde si alimenta l’agitazione per volerla sfuggire.

A un dato momento si può non sfuggire all’agitazione e decidere di volerla: e volerla sino a sentirla e sentirla sino ad averla come qualcosa a cui ci si può lasciar andare, a cui ci si può abbandonare: nel mezzo della quale ci si può rilasciare, sino ad essere quieti.

E questo è il segreto sinora alluso. Si può giungere a riposare all’interno di essa. Perché in realtà l’Io è sciolto da essa. Si assume l’agitazione come ciò in cui si realizza, per contrapposizione, l’indipendenza dell’Io che in realtà non può essere preso da nulla.

Questo decidere di volere ciò che prima ci voleva e ci agitava, è il movimento dell’Io. Dell’Io che non può avere nulla di contro a sé che esso non sia: che può solo identicarsi con le cose, essendole sino alla radice, e perciò attuando se stesso. È il segreto di aprirsi all’Io che si è, attuandone il potere solare: riconoscibile come la Forza del Cristo.

Ma il movimento dell’Io è il pensiero non dialettico, il pensiero sperimentato nel suo momento di vita.

Ed è l’inizio della vera calma.

Massimo Scaligero (da Dell’Amore Immortale)

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