In aumento i contagi tra i vaccinati. Sicuri che funziona?

Contagiati e positivi pur essendo vaccinati. Succede a molti operatori sanitari e l’allarme viene dall’Associazione Nursing Up.
Il caso Taormina, con un focolaio in Cardiologia, è solo una delle tante segnalazioni giunte al sindacato. Colpa di qualche infermiere “No Vax”?
No, perché medici e infermieri sono tutti regolarmente vaccinati con due dosi. Inutile quindi cercare capri espiatori. Il presidente dell’Associazione denuncia la «non totale efficacia dei vaccini».

Da qualche settimana non si leggono più notizie di effetti collaterali, né tantomeno di decessi. I vaccini – che sono sempre gli stessi da gennaio – hanno smesso di provocare eventi avversi, anche se nei reparti di Pronto Soccorso degli Ospedali le persone che si presentano con sintomatologie vascolari o neurologiche a pochi giorni di distanza dalla somministrazione di una dose di vaccino sono sempre numerosi. Per sapere la vera entità del fenomeno, tuttavia, bisognerà aspettare il prossimo rapporto aggiornato dell’Aifa, al netto di una realtà che resta comunque sottostimata e sotto segnalata.

Ma c’è un altro fenomeno che sta emergendo anche su una stampa sempre molto silenziata: quello delle persone contagiate e positive pur essendo state vaccinate. L’allarme viene dall’Associazione Nursing Up, lo storico sindacato italiano della categoria infermieristica, fondato nel 1997 da un gruppo di infermieri per difendere gli infermieri stessi. E’ un sindacato autonomo, rappresentativo della categoria, indipendente dalla politica di Governo e non vincolato a nessun partito politico né si ispira ad ideologia alcuna.

Antonio De Palma, presidente nazionale del Nursing Up, ha reso pubblica la sua preoccupazione per il costante aumento di operatori sanitari contagiati. In particolare si segnala la situazione dell’ospedale di Taormina, dove lo scorso 2 maggio è divampato un focolaio di Covid nel reparto di Cardiologia. Colpa di qualche infermiere “No Vax”? Assolutamente no. Medici e infermieri dell’ospedale sono tutti già regolarmente vaccinati con due dosi. Inutile quindi cercare facili capri espiatori. De Palma sottolinea che da settimane la sua associazione sta ricevendo da tutta Italia segnalazioni di operatori sanitari colpiti da Covid pur essendo stati vaccinati, nella quasi totalità dei casi con vaccini Pfizer.

Le dichiarazioni del Presidente di Nursing Up sono molto interessanti:

“Le motivazioni dei contagi degli infermieri già vaccinati non possono essere semplicemente legate alla già nota non totale efficacia dei farmaci”.

Una non totale efficacia che sarà anche nota agli operatori, ma che viene assolutamente negata a livello istituzionale. E ancora una volta non ci si può domandare quanto ci sia di propagandistico in questa campagna vaccinale, per la quale i vaccini continuano a rappresentare l’unica via di salvezza nei nei confronti dell’epidemia. Una campagna vaccinale di cui vengono vantate le cifre sempre più robuste di persone vaccinate.

Eppure, secondo alcune fonti, almeno il 20% di coloro che si stanno vaccinando lo fanno non perché credono nella bontà del farmaco, ma per paura di subire ritorsioni istituzionali, come perdere il lavoro, non poter circolare liberamente, non poter recarsi a trovare amici e parenti, dover restare confinati permanentemente. Da questo punto di vista il Green Pass di Draghi è sicuramente una potente arma per “convincere” coloro che ancora hanno dubbi sugli effetti dei vaccini per portarli ai centri di vaccinazione di massa, volenti o nolenti.

Uno strumento di pressione che non avrebbe ragione di essere, se i vaccini si rivelassero poco efficaci, come sta accedendo. Il vaccinato infatti potrebbe rappresentare una fonte di contagio. Lo confermano ancora le parole di De Palma, che chiede screening di misurazione del livello anticorpale sul personale sanitario per evitare l’esposizione al rischio contagio di quei colleghi già vaccinati, che operano nei reparti con pazienti fragili, e che

“potrebbero involontariamente diventare veicolo di contagio essi stessi nel momento in cui si infettano anche se già sottoposti alla seconda dose”.

L’allarme sulla scarsa efficacia dei vaccini era già stata lanciato lo scorso gennaio: il professor Peter Doshi, associato presso l’Università of Maryland e ricercatore sui servizi sanitari, aveva dichiarato che  l’efficacia reale dei vaccini a mRNA sarebbe tra il 19% e il 29%.  Doshi aveva notato delle discrepanze nei dati forniti da Pfizer e Moderna,  dati in qualche modo “forzati” (in particolare perché utilizzando “sospetti covid-19” e pazienti con covid-19 sintomatico che non erano confermati”). Il professor Doshi sottolineò opportunamente che la soglia di efficacia del vaccino perché possa ottenere l’autorizzazione dalle autorità di regolamentazione (l’Ema e le varie agenzie nazionali) è fissata al 50%.

Pfizer e Moderna dichiararono entrambe di aver raggiunto nelle loro sperimentazioni di fase II il 95% di efficacia. Nessuno ha ancora verificato questa tesi, ma i riscontri dagli ospedali sembrerebbero ridimensionare – e non di poco – questa asserzione. Sarebbe auspicabile, anche alla luce dei numerosi casi di operatori sanitari ammalatisi di Covid nonostante il vaccino, avviare una seria procedura di verifica, anche per non dare alla popolazione generale delle illusioni sugli effetti reali dei vaccini.

Paolo Giulisano

Fonte

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