Il tradimento (Massimo Scaligero)

Il Tradimento Massimo Scaligero

L’impulso al tradimento oggi è inevitabile a tutti, è la prova di tutti, essendo la posizione del pensiero astratto incontrollato e portato di continuo a scambiare il cadavere discorsivo della verità con l’essere della verità.

Il tradimento è la vanità espositiva: sotto la cui finzione esoteristica rigurgitano, allo stato di rinnovellata e codificata imperiosità, gli istinti.

Il pericolo di perdita della rettitudine oggi incombe soprattutto su coloro che presumono insegnare, tenere forbiti discorsi, godendo dell’estatica ascoltazione degli altri a cui trasmettono insegnamenti, che invero non possono passare attraverso oratoria o eccitazione misteriosofica.

Coltivando simile vanità, si è esclusi dalla “via”.

Possono essere conosciuti i testi della Saggezza, anche i più riservati, le norme delle “riunioni di gruppo” e i riti segreti, si può aver ricevuto oralmente le tecniche decisive dello sviluppo interiore: tutto questo rimane lettera morta, anzi diviene alimento della presunzione individualistica, se non muove dallo spirito da cui origina, se non può immediatamente darsi come impersonalità, dedizione all’altrui essere: se non può attuarsi come capacità di amare come se stessi qualsiasi creatura umana.


Massimo Scaligero (da Magia Sacra)

* * *

The impulse to betrayal today is inevitable to all, it is the test of all, being the position of uncontrolled abstract thought and continually led to exchange the discursive corpse of truth for the being of truth.

Betrayal is expository vanity: under whose esoteric pretense the instincts regurgitate, in the state of renewed and codified imperiousness.

The danger of loss of righteousness today hangs above all on those who presume to teach, to make forcible speeches, enjoying the ecstatic listening of others to whom they transmit teachings, which indeed cannot pass through oratory or mysterious excitement.

Cultivating such vanity, one is excluded from the “way”.

One may know the texts of Wisdom, even the most reserved ones, the rules of “group meetings” and secret rituals, one may have received orally the decisive techniques of inner development: all this remains a dead letter, or rather becomes food for individualistic presumption, if it does not move from the spirit from which it originates, if it cannot immediately give itself as impersonality, dedication to the other’s being: if it cannot be implemented as the ability to love any human creature as oneself.

Massimo Scaligero

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