Guardare in faccia il male

; The Good and Evil Angels Struggling for Possession of a Child; The Higgins Art Gallery & Museum, Bedford; http://www.artuk.org/artworks/the-good-and-evil-angels-struggling-for-possession-of-a-child-261932

Quando si parla di Covid, alcuni se ne vanno subito, altri si distraggono, c’è chi sbuffa, chi si irrigidisce, chi “crede nella scienza” e poi c’è chi ascolta.

Ma l’ascolto non è sufficiente, perché oggi, più che mai, la verità è oltre la verità.

A chi ti ascolta, se hai tempo, gliele puoi raccontare anche tutte, a partire da Marzo 2020 fino ad oggi: il laboratorio di Wuhan, le autopsie negate, le terapie domiciliari boicottate, i malati mandati nelle Rsa, il Lancet-gate sul caso idrossiclorochina, le persone morte di incidente stradale con salma positiva al tampone contate come “morti di covid”, la spudorata censura di medici e scienziati illustri con posizioni in contrasto con la narrazione dominante, l’utilizzo ipnotico e terroristico dei principali media, i protocolli di cura sbagliati e mai corretti, la terapia con il plasma e la morte del dottor De Donno, gli accordi secretati tra Stato e aziende farmaceutiche, il graduale smantellamento della sanità pubblica, i conflitti di interesse tra organi di sorveglianza e aziende produttrici, i report e gli scenari redatti dal Wolrd Economic Forum in tempi non sospetti, fino ad arrivare ai ricatti e a questa subdola discriminazione del Green pass. Si potrebbe andare avanti a lungo a parlare; si può leggere, si può studiare, ma a un certo punto, quand’anche i dubbi diventano innegabili e i pezzi del puzzle di questa grande rappresentazione iniziano a quadrare, c’è un ultimo scoglio di fronte a noi, un ostacolo ancor più grande della fatica dello studio e della ricerca.

Quando abbiamo capito che tutto potrebbe essere diverso da come ce lo hanno raccontato, ci ritroviamo di fronte a un bivio.

“Ma quindi io dovrei credere di vivere in un sistema che non vuole il mio bene?”

La domanda, posta in altri termini, è la seguente:

“Io dovrei credere che esiste il male?”

Da questa risposta dipende la possibilità di accedere o meno alla verità ed è per questo che la vera battaglia di questi tempi la si sta combattendo su un piano spirituale. Nel “Faust” di Goethe, Mefistofele si presenta così:

“Sono una parte di quella forza che eternamente vuole il male ed eternamente opera il bene”.


Il male quindi, inteso come forza distruttrice e separatrice, è in realtà al servizio del bene e dell’evoluzione della coscienza, come si può intuire anche dall’incontro finale tra Satana e Gesù Cristo in un’altra grande opera letteraria quale “Il maestro e Margherita” di Bulgakov. La negazione del male ci consente di vedere solo una metà della realtà, ci impedisce quindi di capire e blocca il nostro processo evolutivo.

Ma perché il male è così difficile da guardare?

Il male fuori di noi, come spiega Jung quando parla dell’Ombra, non è altro che lo specchio del male dentro di noi, che non siamo riusciti a riconoscere e ad integrare nella nostra personalità. Quindi per riconoscere la corruzione della società, ad esempio, devo essere disposto a guardare la mia corruttibilità e quella dentro ognuno di noi. Come insegna il padre delle costellazioni familiari, Bert Hellinger, il bambino per diventare adulto deve riconoscere ed accettare l’ombra persino dentro i propri genitori, senza che questo gli impedisca di amarli e rispettarli in quanto coloro che gli hanno trasmesso la vita. Se questo processo non avviene, lo Stato, il governo, l’OMS, la Chiesa e tutte quelle istituzioni che rappresentano l’autorità genitoriale, non potranno essere messe in discussione. Se non siamo riusciti a separarci simbolicamente dal padre e dalla madre, saremo inevitabilmente succubi delle loro rappresentazioni e nutriremo nei loro confronti una fede cieca.

Da questo punto di vista, il momento storico che stiamo vivendo, pur con i suoi terribili eventi, non è altro che un richiamo alla consapevolezza, un enorme banco di prova e dunque un’opportunità di cambiamento.

Ma il cambiamento che vogliamo fuori comincia sempre da dentro. Quando Gesù nel vangelo dice di porgere l’altra guancia, non ci sta invitando a subire il male, ma al contrario ci dice di rispondere al male con il bene, di cambiare la vibrazione e quindi passare dall’idea di poter distruggere il male esterno a quella di affrontarlo trasformandolo dentro di noi.

Solo la conoscenza di sé ci fa riappropriare della vera fede, che ci fa rimanere saldi di fronte al male, perché come scrive Manzoni nei Promessi Sposi, il Signore

“non turba mai la gioia de’ suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande”.

Giuseppe Lorenzetti, Psicologo

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