Gematria: Gli inizi delle due Guerre Mondiali e della Guerra d’Ucraina

Gematria

Gematria di tre date storiche 

Per dire che “tra il bene e il male c’è di mezzo l’alchimia”, ovvero tra il Cristo Redentore e la bestia, tradotti in numeri 888 e 666 

Un misterioso pretesto il rapporto di Vladimir Putin con la religione in un saggio del maestro Massimo Campegna 

  

Figura 1: Il mistico Lorenzo Chemigov

 Abbiamo visto come alla fine si risolvono certi fatti storici, come quelli raccontati dal maestro Massimo Carpegna che si inerpica sullo specchio sdrucciolevole della storia per tentare di varcare il mistero intorno al personaggio del momento, il presidente della Russia, Vladimir Putin alle prese della guerra contro l’Ucraina da lui intentata. Per il maestro “l’Armageddon”, la battaglia finale tra i re della Terra (incitati da Satana) e Dio, tra il Bene e il Male. 

Vedasi il suo articolo del 7 marzo 2022 “La guerra in Ucraina e l’Armageddon” sul sito online La Pressa (1). 

Egli si domanda

“Quale rapporto ha Vladimir Putin con la religione? Questa profezia potrebbe averlo condizionato?


In questa direzione, il maestro è come se facesse la salita del Monte Carmelo densa di fascino, quella del pensiero di Giovanni della Croce, il santo che non conosce i limiti temporali. Traslitterando, a fargli tentare questa scalata è il mistico Lorenzo di Chernigov (fig. 1), riprendendo le parole dell’autore Massimo Carpegna. Ironia della sorte, i vari personaggi della storia, e oggi il più ricco e potente della storia contemporanea, lo zar Vladimir Putin, d’un tratto è come se svanissero assorbiti dallo scenario teatrale storico per concentrarsi su tre punti cardinali, l’inizio delle due ultime guerre mondiali e quello della guerra d’Ucraina per svelarne il mistero di Dio ivi celato, attraverso la gematria.

E da qui, ciò che è stato detto in relazione alla domanda iniziale passa in secondo ordine, anzi è come se svanisse senza avere più senso. 

 

Figura 2: Rappresentazione gematrica del Tetragramma coi suoi valori numerologici: il risultato, “72”, è un numero fondamentale nelle Scritture.

 Ma chi potrà mai capire le cose di Dio con i numeri della Gematria, perché alla fine parlano i numeri, per tre volte 68, 666 il numero della bestia, e 888 il numero glorioso del Cristo Redentore. 

E

«quando è questione di un’entità così sublime come Jehova-Cristo, si deve ricercare il significato vero nelle somme altezze dei mondi soprasensibili. In realtà, è cosa temeraria accostarsi ad un’entità come Jehova-Cristo con concetti presi dalla vita quotidiana»,

sosteneva Rudolf Steiner il noto filosofo e veggente Austriaco del 1900 in una sua conferenza, l’ottava, del 25 agosto 1911. Egli accostava Jehova, il dio degli ebrei a Cristo. Tantomeno attraverso i numeri della Gematria, con tutto il rispetto. 

Ed ecco che il tema basato sulla domanda del maestro Campegna 

“Quale rapporto ha Vladimir Putin con la religione?”

perde di significato per orientare l’attenzione sulle date dell’inizio delle due guerre mondiale e quella di Ucraina intentata da Vladimir Putin, e tentare una certa “scalata”. 

Ora addentrandoci nella dialettica della gematria in merito, esibita dal maestro Carpegna, si apre uno squarcio del mistero che sembra avvolgere la figura della bestia, in antitesi con quella del Cristo redentore per dare la formula finale di 

666+(3×6)+(3×68)=888 

A questo punto ci si chiede come spiegare 666+(3×6)+(3×68)=888, un operazione di gematria, che porta a concepire un legame fra la bestia e il Cristo Redentore, e che per le tre religioni cristiano, ebraiche e islamiche non può essere assolutamente concepibile, è blasfemo? 

Ma non si può negare sull’unità del mondo. Il tema dell’Uno in filosofia è stato trattato in maniera esplicita da pensatori come Parmenide, Platone, Plotino, Cusano, nella scuola che va sotto il nome di neoplatonismo, ed infine Hegel.

A grandi linee si può definire l’Uno come il principio indicante la radice unitaria della totalità molteplice. Nel cristianesimo  Sant’Agostino (354 – 430) concepisce Dio come la meta naturale a cui la ragione aspira, e nel quale finalmente la discordanza dualistica tra soggetto e oggetto, pensiero ed essere, si riconcilia in unità. In quanto all’alchimia, la ricerca della pietra filosofale nasce dalla convinzione che tutti gli elementi dell’universo provengano da un’unica sostanza originaria (quintessenza), che si tenta ora di riprodurre in laboratorio tramite appunto la creazione di un agente catalizzatore.

Ed è proprio nell’alchimia che si contempla la suddetta formula gematrica che riconduce lo stato di caos dell’uomo allo stato ordinato di equilibrio e vitale in armonia con il Dio creatore (2). 

Ma prima di addentrarci nei ragionamenti alchemici è utile capire l’essenza della scoperta di Massimo Carpegna, poichè egli ha intuito il segreto riposto nell’inizio delle due guerre mondiali e nell’inizio della attuale guerra in Ucraina, traendone con la geniale procedura gematrica il numero 68. 

L’autore fa questo calcolo relativamente all’inizio della guerra d’Ucraina, il 24 febbraio 2022, davvero sorprendente: 

Se sommiamo 24 a 2 a 20 e a 22 otteniamo il numero 68. Poi vi si legano l’inizio delle due guerre mondiali che hanno preceduto questa e sconvolto l’Europa. 

Prima Guerra Mondiale: 28 luglio 1914; 28 sommato a 7, a 19 e a 14 ottiene quale risultato 68. 

Seconda Guerra Mondiale: 1 settembre 1939; 1 sommato a 9, a 19 e a 39 ottiene quale risultato 68. 

A questo punto prima di dar senso a questo numero in relazione la bestia 666 e al Cristo Redentore 888, è interessante esaminarlo messo in relazione con l’anno 1968 il cui apice fu il movimento socioculturale e di protesta ricordato complessivamente come il sessantotto. 

Le proteste del ’68 sono state il primo vero evento della globalizzazione moderna 

Figura 3: Bev Grant via Getty Images.

New York, 23 aprile 1968. Migliaia di studenti occupano la Columbia University, dando vita ad accesi scontri con la polizia. La contestazione studentesca esplode, essenzialmente, per esprimere forte dissenso verso la guerra in Vietnam, dove quotidianamente dei giovanissimi militari americani morivano come mosche. 

Ma sono anche i giorni in cui proliferano i movimenti per i diritti civili. Si intensificano, così, iniziative di vario genere, soprattutto dopo l’omicidio, avvenuto il 4 aprile, di Martin Luther King. Nasce cosi il “Students for a Democratic Society” e, insieme a esso, prende corpo la ponderosa protesta studentesca del 1968. 

In Europa la scintilla era già scoccata il 22 marzo, in Francia, con l’occupazione del campus universitario di Nanterre. In pochi giorni, come un fiume in piena, il malcontento studentesco si allarga a macchia d’olio. Impossibile frenarlo. In Gran Bretagna viene occupata la Cambridge University insieme ai collage più prestigiosi, fra i quali l’Hornsey ed il Royal of Art’s di Londra. 

In Italia, invece, già nel gennaio 1966 vi era stata la prima occupazione: quella della facoltà di sociologia di Trento. È la stessa dove nel 1967 Renato Curcio e Mauro Rostagno lanceranno il progetto dell’ “Università Critica”, fondata su un’idea di drastica opposizione al sistema accademico vigente. 

Tra la fine del 1967 e gli inizi del 1968 le agitazioni del movimento studentesco si fecero sempre più forti ed incisive, un evento che prese alla sprovvista i dirigenti dei partiti politici tradizionali, Pci ed Msi in testa, dato che la pesante contrapposizione al sistema politico e sociale spinse le giovani generazioni verso una profonda radicalizzazione delle proprie idee, verso l’estrema destra e l’estrema sinistra […] 

Chi decise di occupare la Columbia University, esattamente 53 anni fa, pose quindi le mani in un braciere acceso, già da tempo, in tutta Europa. E le immense manifestazioni di protesta studentesche non solo provocarono un radicale mutamento di tutti gli assetti socio-culturali dell’epoca.

Quelle proteste, che in breve tempo diventarono globali, hanno forse rappresentato il primo vero evento della globalizzazione moderna. Lo storico e sociologo Marco Revelli, su questo punto, è chiarissimo:

Il Sessantotto è stato il primo esplicito anticipo della globalizzazione” (3)

La bestia 

 

Figura 4: Uroboro di Theodoros Pelecanos.

 

 La bestia, che al suo esordio è il caos degli elementi, nell’Apocalisse 13,18 è così definita: 

«Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei.» 

La bestia è l’Ouroboros, simbolo dell’alchimia e dei cicli della natura e materia prima. 

Per gli alchimisti la materia prima costituiva la sostanza fondamentale e incorrotta da cui ha avuto origine il mondo, e tramite la quale diventava possibile operare qualsiasi trasmutazione di sorta, riducendo ogni materiale a questa sua matrice originaria secondo il motto latino solve et coagula («sciogli e condensa»), ovvero dissolvendolo per poi ricomporlo in una forma più nobile. Nella materia prima consisteva pertanto il segreto della pietra filosofale. 

Basilio Valentino  nel Trattato dell’Azoto, così lo descrive:

“Io sono il dragone velenoso, presente ovunque, e che si può acquistare a poco prezzo […] La mia acqua e il mio fuoco distruggono e compongono […] se tu non mi conosci perfettamente, tu distruggerai  i tuoi cinque sensi a causa del mio fuoco.  Dalle mie narici esce un veleno immaturo che è stato la causa della fine di molti. Separa dunque con artificio  il sottile dallo spesso […] Io sono il vecchio dragone presente in tutta la terra […] ”. 

 
(3×6) la triade dei tre principi 

Figura 5: I tre principi dell’alchimia.

 Il dragone come si è visto ci dà già la prima prova del concetto di unità disordinato da ricostituire, e così abbiamo definito il numero 666, e veniamo al (3×6) addentrandoci nel mondo dei tre principi, fatto di simbolismi. 

Essi sono lo Zolfo, il Mercurio e il Sale. 

Zolfo 

Quello dello zolfo è un princìpio per certi versi polare al princìpio sale. Se l’elemento salino rappresenta conservazione, assimilazione e stabilità (sviluppo della materia), nello zolfo si manifestano dinamismo ed espansione. Ritroviamo in questo princìpio le qualità del fuoco come elemento in grado di trasformare, sublimare ed anche purificare ciò che proviene dal basso. L’azione del pincìpio zolfo può trasformare l’elemento salino grezzo ed informe verso forme più nobili ed elaborate. Come polarità sale/zolfo abbiamo da una parte il terreno, dove troviamo elementi grezzi ed informi, e dall’altra abbiamo il processo di fioritura come massima espressione di geometrie ordinate e forme armoniche. In altri termini ritroviamo la polarità Terra/Cielo nella quale l’azione solare (Cielo) favorisce e determina il processo di fioritura e maturazione attraverso la sublimazione dell’elemento salino terrestre caotico e pesante verso forme nobili ed elaborate. Nella fioritura ritroviamo colori, aromi, bellezza ed armonia come conseguenza dell’azione di forze cosmiche (luce, energia solare, raggi cosmici, calore). La pianta attraverso la fioritura può espandersi nello spazio grazie alla produzione di polline e, successivamente, attraverso la fruttificazione e la formazione del seme può anche propagarsi in maniera indefinita. Questo avviene grazie a luce e calore in quanto portatori e interpreti dell’elemento sulfureo (processo sulfureo) in grado di liberare verso l’alto le parti più sottili (gesto di espansione). Grazie al principio sulfureo la Terra può entrare in relazione con il Cielo per nutrirsene. 

Mercurio 

L’elemento mercuriale agisce come fattore di equilibrio e armonia tra i due princìpi sale e zolfo. Nel simbolo alchemico del mercurio vi è in parte la raffigurazione di Venere, divinità della grazia e dell’armonia, in grado di portare ordine e coerenza tra forze opposte e conciliare la passività e l’inerzia del sale con il dinamismo dello zolfo. 

Senza lo scambio e il dialogo tra le parti non può esservi vita ed evoluzione, ed è qui che agisce l’elemento mercuriale determinando una relazione armonica tra Cielo e Terra. Questo principio ricopre una posizione centrale, in grado di far fluire forze, energie e informazioni alla pari di un cuore pulsante. Quella del principio mercuriale è una posizione centrale in tutti i sensi: se da un lato l’apparato radicale incarna il principio salino e dall’altro il fiore ed il frutto sono il risultato dell’azione sulfurea, nel mezzo abbiamo l’apparato fogliare come assoluto rappresentante dell’elemento mercuriale. Ogni organo vegetale ricopre un ruolo determinante per la vita della pianta, ma la foglia è senza dubbio il motore ed il cuore pulsante del processo vegetale poiché in grado di entrare in relazione e conciliare forze cosmiche e forze terrestri. Come un cuore pulsante la foglia accorda le forze di luce (attraverso la fotosintesi) e gli elementi terreni come acqua e sali minerali che assorbe e metabolizza in quantità. Dunque un matrimonio perfetto tra Terra e Cielo attraverso il legame di elementi terreni e “pesanti” (come sali minerali e acqua) con elementi leggeri e tenui come luce e aria. Di fatto terra ed acqua si legano alla forza di gravità e da questa sono condizionate, mentre aria, gas, calore (e luce) sfuggono all’influenza della gravità collocandosi al di sopra della superficie terrestre. Questa dualità tra elementi gravitazionali e antigravitazionali trova un punto di equilibrio e sintesi proprio nella foglia. 

Mentre l’elemento minerale che maggiormente rappresenta il principio mercuriale è l’argilla. 

Sale 

Con il principio legato al sale abbiamo la rappresentazione degli aspetti più concreti dell’esistenza; la componente materiale e fisica necessaria alla manifestazione dei fenomeni sul piano terreno. 

Per poter generare un corpo solido di qualunque tipo (pietra, pianta, animale, uomo) è fondamentale che vi sia l’elemento salino in quanto “mattone” necessario alla realizzazione di peso, misura e struttura tangibile. 

Paracelso sosteneva che la vita è governata da forze invisibili agli occhi, e per questo suggeriva di esporre la materia alla prova del fuoco facendo bruciare un tozzo di legno. Il risultato è la frammentazione della materia in tre diverse componenti: il fumo, la brace e, come ultima fase, la cenere. La cenere rappresenta dunque la componente materiale dotata di fissità e resistenza, o la materia prima necessaria per la realizzazione di un corpo fisico. In altri termini il sale (o mattoni) con cui viene edificato un corpo. Ciò che rimane da questa combustione è una sorta di memoria minerale dell’elemento terra di cui era composta la parte fisica/materiale. Ed è anche la componente più pesante. La qualità che caratterizza questo ambito ha a che fare con la nutrizione ed il sostentamento in quanto bisogni primari e basilari. 

Il processo di assimilazione e concentrazione è ciò che rappresenta e definisce questo ambito. 

Quello dello zolfo è un princìpio per certi versi polare al princìpio sale. Se l’elemento salino rappresenta conservazione, assimilazione e stabilità (sviluppo della materia), nello zolfo si manifestano dinamismo ed espansione. Ritroviamo in questo princìpio le qualità del fuoco come elemento in grado di trasformare, sublimare ed anche purificare ciò che proviene dal basso. L’azione del princìpio zolfo può trasformare l’elemento salino grezzo ed informe verso forme più nobili ed elaborate. Come polarità sale/zolfo abbiamo da una parte il terreno, dove troviamo elementi grezzi ed informi, e dall’altra abbiamo il processo di fioritura come massima espressione di geometrie ordinate e forme armoniche. In altri termini ritroviamo la polarità Terra/Cielo nella quale l’azione solare (Cielo) favorisce e determina il processo di fioritura e maturazione attraverso la sublimazione dell’elemento salino terrestre caotico e pesante verso forme nobili ed elaborate. Nella fioritura ritroviamo colori, aromi, bellezza ed armonia come conseguenza dell’azione di forze cosmiche (luce, energia solare, raggi cosmici, calore). La pianta attraverso la fioritura può espandersi nello spazio grazie alla produzione di polline e, successivamente, attraverso la fruttificazione e la formazione del seme può anche propagarsi in maniera indefinita. Questo avviene grazie a luce e calore in quanto portatori e interpreti dell’elemento sulfureo (processo sulfureo) in grado di liberare verso l’alto le parti più sottili (gesto di espansione). Grazie al principio sulfureo la Terra può entrare in relazione con il Cielo per nutrirsene (4). 

(3×68) la triade delle fasi alchemiche 

Infine resta la terza triade che è di moltiplicazione (3×68) che si lega ai vari stadi di trasformazione psichica dell’alchimista che portano progressivamente da uno stato di “incoscienza” a uno stato di coscienza, in cui l’alchimista diventa finalmente consapevole di se stesso individuando il sé. 

Figura 6: Le tre fasi principali della Grande Opera, raffigurate come tre ampolle contenenti ingredienti di colore diverso, nel manoscritto attribuito a Georges Aurach Pretiosissimum Donum Dei (1415)

 Gli stadi sono tre, la Nigredo, l’Albedo e la Rubedo. Tutto ha inizio dal caos e dalle tenebre, in cui i diversi elementi sono in opposizione. Lo scopo è giungere all’unione degli opposti e quindi alla scoperta del sé, che simboleggia l’unità della psiche. 

Il concetto dei tre stadi di trasformazione, è il punto di forza del saggio del maestro Massimo Carpegna che ha intuito il segreto riposto nell’inizio delle due guerre mondiali e nell’inizio della attuale guerra in Ucraina, traendone con la geniale procedura gematrica il numero 68. L’autore fa questo calcolo relativamente all’inizio della guerra d’Ucraina, il 24 febbraio 2022, davvero sorprendente (se ne è parlato già in precedenza in relazione al capitolo delle proteste del ’68): 

Se sommiamo 24 a 2 a 20 e a 22 otteniamo il numero 68. Poi vi si legano l’inizio delle due guerre mondiali che hanno preceduto questa e sconvolto l’Europa. 

Prima Guerra Mondiale: 28 luglio 1914; 28 sommato a 7, a 19 e a 14 ottiene quale risultato 68. 

Seconda Guerra Mondiale: 1 settembre 1939; 1 sommato a 9, a 19 e a 39 ottiene quale risultato 68, che indica, ovviamente, preso tre volte in relazione alle tre date, alle tre fasi dell’Opera alchemica, come già detto. 

Il primo stadio alchemico, la Nigredo, opera al nero, corrisponde all’inverno e si riferisce a un periodo oscuro in cui la materia si dissolve putrefacendosi. E’ la fase in cui l’alchimista deve incontrare necessariamente la sua ombra, ovvero le parti di se stesso che non ama. Si accorge così di possedere i difetti che ha sempre proiettato sugli altri e di detestarli proprio perché gli appartengono. E’ una fase di profonda solitudine, durante la quale possono emergere allucinazioni, immagini molto forti e toccanti, archetipi collettivi, fantasmi inconsci. 

Una volta riconosciuta l’ombra, ecco che si passa alla fase Albedo, opera al bianco, il momento in cui si fa chiarezza e la luce della coscienza ha la meglio sul buio. La sostanza si purifica sublimandosi. Cosa accade? Si rinasce, si recuperano energie e speranza, la coscienza si espande, l’immaginazione creativa comincia a manifestarsi. A livello stagionale questa fase corrisponde alla primavera. In questo stadio la donna incontra il suo Animus e l’uomo la sua Anima, i due archetipi del maschile e del femminile individuati da Jung. Riconoscerli è fondamentale per proseguire nella rinascita ed evitare blocchi ulteriori. Il colore associato a questa fase è il bianco, simbolo di purezza, di luce salvifica, forza benefica. 

Sebbene venga talvolta individuata un’altra fase prima della Rubedo, la cosiddetta Citrinitas, corrispondente alla guarigione, raramente viene citato questo passaggio, a quanto pare abbandonato nel tempo. Per quanto riguarda la Rubedo, o opera al rosso, essa corrisponde alla realizzazione, all’individuazione del sé, alla gioia e all’amore universale. La materia solida diventa gassosa, finalmente è possibile incontrare l’archetipo del Sè, con cui l’Io è ora allineato. Gli opposti inizialmente inconciliabili finalmente si riuniscono e pur continuando a svolgere compiti diversi, proprio come il giorno e la notte, il sole e la luna, adesso sono parte di una totalità più ampia e quindi collaborativi. A simboleggiare questa unione è il colore rosso, colore del sangue e della vita, del fuoco ma anche del sacrificio (5). 

La moltiplicazione presente nelle due triade alchemiche 

In quanto alla moltiplicazione insita nelle due triade alchemiche (3×6) e in (3×68) in alchimia è un aumento del perfetto Elisir, in virtù e quantità, sia al bianco che al rosso ed è la cosa che fa aumentare la Medicina in ogni grado, colore, odore, quantità e virtù. 

La causa per la quale questa Medicina può aumentare indefinitamente, è perché quando un Fuoco è acceso non si spegne più, rimanendo con te come il Fuoco nelle case. Così è lui nella nostra Medicina, moltiplicata nelle sue virtù (5). 

La pratica ermetica fa capire, attraverso la parola di valenti alchimisti, che il numero dei gradini della “moltiplicazione” potrebbe andare, al massimo, fino a 10 – mettiamo. Oltre è rischioso procedere potendo giungere a dei disastri, parola di Fulcanelli (6). 

La Pietra filosofale, 888 il Cristo Redentore 

La Medicina Universale o Pietra Filosofale (Bianca o Rossa) è la Pietra del Terzo Ordine, ottenuta dalle Moltiplicazioni. E’ chiamata anche Tintura Bianca o Tintura Rossa. Il suo simbolo è la Fenice, che rinasce dalle proprie ceneri (cioè dalla propria dissoluzione) al termine di ogni Moltiplicazione. 

Perché abbia potere trasmutatorio questa Pietra deve essere “orientata” verso la produzione di Argento o di Oro. Questo “orientamento” della Pietra è la Fermentazione. Essa consiste in pratica nel fondere la Pietra Filosofale Bianca con una piccola quantità di Argento o la Pietra Filosofale Rossa con una piccola quantità di Oro. 

Ciò che si ottiene dalla Fermentazione è la Polvere di Proiezione (Bianca o Rossa), che ha finalmente il potere di trasmutare i metalli (8). 

Torniamo indietro sulla domanda “Quale rapporto ha Vladimir Putin con la religione? 

Cominciamo daccapo, dalla guerra che lo zar Vladimir Putin ha intentato contro l’Ucraina allo scopo di legare la teoria dell’alchimia, sin qui esibita, all’Apocalisse di Giovanni come fosse la cartina di tornasole. 

Ed è la volta dello zar della Russia, Vladimir Putin, a impersonare la bestia dell’Apocalisse di Giovanni. Egli è l’ultimo dei re della terra, l’ottavo re dell’Apocalisse di Giovanni e l’Ucraina, del presidente Volodymyr Zelens’kyj, è la prostituta famosa. accusata di nazifascismo. 

Leggiamo nel capitolo 17 dell’Apocalisse i versetti da 11 a 18, per convincercene. 

“E la bestia che era, e non è, è anch’essa un ottavo re, viene dai sette e se ne va in perdizione. Le dieci corna che hai viste sono dieci re, che non hanno ancora ricevuto regno; ma riceveranno potere regale, per un’ora, insieme alla bestia.  Essi hanno uno stesso pensiero e daranno la loro potenza e la loro autorità alla bestia. Combatteranno contro l’Agnello e l’Agnello li vincerà, perché egli è il Signore dei signori e il Re dei re; e vinceranno anche quelli che sono con lui, i chiamati, gli eletti e i fedeli». Poi mi disse: «Le acque che hai viste e sulle quali siede la prostituta, sono popoli, moltitudini, nazioni e lingue. Le dieci corna che hai viste e la bestia odieranno la prostituta, la spoglieranno e la lasceranno nuda, ne mangeranno le carni e la consumeranno con il fuoco. Infatti Dio ha messo nei loro cuori di eseguire il suo disegno, che è di dare, di comune accordo, il loro regno alla bestia fino a che le parole di Dio siano adempiute. La donna che hai vista è la grande città che domina sui re della terra».   

È complicata la comprensione. Ma in sostanza la bestia, che impersona uno alla volte i dieci re, odierà la prostituta e la divorerà. Si tratta in definitiva di un certo modo di esplicarsi del loro integrarsi per essere una cosa sola, l’unità. 

Ricordarsi del matrimonio dei contrari dell’alchimia che si attua, appunto, con la guerra. Più da vicino la Russia di Putin rappresenta lo Zolfo alchemico e l’Ucraina di Volodymyr Zelens’kyj il Mercurio alchemico (la salamandra e la remora) che si azzuffavano dilaniandosi. 

Questi due principi “abitano” il vaso alchemico e la lebbra che affligge la Materia Prima, la presunta bestia in Putin, più che identificarsi con il fisso o con il volatile, col corpo o con lo Spirito, risiede nella loro mancata integrazione, nella loro separazione. L’Alchimista, Iddio quindi, non potendo rinunciare né all’uno né all’altro, deve riuscire ad amalgamare e fondere insieme Spirito e Corpo, realizzando la coniunctio oppositorum. Gli opposti devono prima lottare divorarsi ed uccidersi a vicenda perché la loro unione possa realizzarsi. Questa operazione ha due aspetti, quello del costringere la terra corporea e pesante ad elevarsi verso le regioni dello Spirito e quello consistente nell’obbligare lo Spirito ad abbandonare i “cieli filosofici”, ove può spaziare liberamente, costringendolo a discendere nelle regioni più pesanti e condizionate dai vincoli terrestri perché possa vivificare rivitalizzare e “rendere consapevole” il corpo. Ed ecco tradotto in termini alchemici la guerra fraticida in Ucraina, e questo avverrà in una sola ora, un breve tempo, probabilmente forse meno di un anno e non secoli e millenni. Giusto il tempo stabilito da Dio, e una volta scaduta l’ora sarà l’Agnello a vincere. 

Notare il dettaglio «E la bestia che era, e non è,» della citazione suddetta dell’Apocalisse. Come a far capire che si tratta di un processo evolutivo della bestia che, “divorata” a sua volta dagli angeli nella fase successiva (gli uccelli che volano in mezzo al cielo) dell’Agnello, non è più una bestia. Di questo se ne parla nel capitolo 19, versetto 17-18: 

Poi vidi un angelo che stava in piedi nel sole. Egli gridò a gran voce a tutti gli uccelli che volano in mezzo al cielo: «Venite! Radunatevi per il gran banchetto di Dio; per mangiare carne di re, di capitani, di prodi, di cavalli e di cavalieri, di uomini d’ogni sorta, liberi e schiavi, piccoli e grandi». 

Questo ci dà la prova che è coerente il rapporto tra la bestia e il Cristo Redentore stabilito dalla formula gematrica 666+(3×6)+(3×68)=888, e mettere in pace la triade delle religioni, cristiana, ebraica e islamica, perché la bestia che era e non è: lo ha detto Gesù Cristo per bocca di Giovanni. Cioè la bestia diventa l’Agnello che fa da asso pigliatutto. 

Ma intanto si appressa il quarto 68 con la data 20 giugno 2022 che al vaglio della gematria da questo responso: 

20 giugno 2022 porta a 20+6 +(20+22), ossia 20+6+42= 68 

Non solo ma 15 giorni prima, il  5 giugno 2022  è il quinto giorno della festa di Platino della regina Elisabetta II a Londra che sembra non avere relazione con 68, invece si perché il giorno dopo, il 6 giugno 2022 è una data particolarmente fatidica. Tradotta in calcolo gematrico dà 6 6 (2+0+2+2) = 6 6 6 il numero della bestia. 

Questa previsione al vaglio dell’Apocalisse di Giovanni verrebbe comprovata così: 

La regina Elisabetta II, a ragione del suo lungo Regno, si può correlare all’ultimo Re, il settimo dell’Apocalisse, ed è anche l’ottavo re impersonato dalla bestia (Ap 17,11) che poi «va in perdizione», probabilmente Vladimir Putin. 

Note

1 https://www.lapressa.it/articoli/parola_d_autore/la-guerra-in-ucraina-e-larmageddon

2 https://it.wikipedia.org/wiki/Uno_(filosofia)

3 Nicola Lofoco. https://www.huffingtonpost.it/entry/le-proteste-del-68-sono-state-il-primo-vero-evento-dellaglobalizzazione-moderna_it_6081492ce4b0dff25401e558/

4 https://www.labiolca.it/rubriche/agricoltura-biodinamica/i-tre-principi-alchemici-sale-mercurio-zolfo/

5 http://www.nutrizionearmonia.it/it/la-medicina-spagirica/348-i-tre-principi.html

6 https://www.esonet.it/News-file-article-sid-951.html

7 Fulcanelli. Le Dimore Filosofali. Pag. 2 – II vol. Edizioni Mediterranee.

8 https://www.labirintoermetico.com/01Alchimia/gioco_oca_alchemico/gioco_oca_alchemico.htm [revisione agosto 2011.

Brescia, 30 maggio 2022 

Gaetano Barbella

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