Fomentano un’emergenza dietro l’altra

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Chi credeva che dopo la telenovela “pandemia portami via”, subentrasse quella di  “Putin il Terribile”, chi ringraziava  tra il serio e il faceto quel S.Putin che ci ha liberato dal Covid, dovrà ricredersi in fretta.

La guerra in Ucraina è finita nelle ultime pagine dei Tg per rilasciare il  posto al solito bollettino dei contagi, dei ricoveri in “intensiva“, delle minacce di  somministrare nuovi e più efficaci vaccini  (quarta dose) da inoculare a chi fosse sfuggito alla prima campagna di vaccinazioni 2021/2022, quale prossima imminente festa di Ottobre.

Inutile dire che i camici bianchi scalpitano per essere stati estromessi dai talk televisivi e che ora non vedono l’ora di riprendere il posto e la visibilità perduta. Ovviamente non è l’unica esclusiva emergenza, perché subito dopo questa,  segue quella idrica. Molti Tg attaccano con l’afa (Caronte) e  la siccità per poi far seguire quella pandemica con le varianti Omicron (1, 2 3, 4, 5). Ma insomma, siamo arrivati a queste due optional.  Il fatto è che ci trovano gusto a spaventare, a terrorizzare a intimidire e a trasmettere il messaggio del “occorre stare in guardia”.

Leggi: non sarete mai liberi.  In fondo,  stato di emergenza permanente significa nient’altro che stato di occupazione e d’assedio. 

Ricciardi, il braccio destro di Speranza, preconizza un ottobre nero per i “fragili” (e chi sarebbero secondo loro?)  e gli ottantenni. L’anno prima parlavano di voler approntare un software per individuare i non vaccinati. A che punto siamo?

Ecco un’altra “perlina” estiva: la mini-sanatoria per le multe degli over 50.  Nella notte tra giovedì e venerdì la Commissione Bilancio della Camera ha approvato una mini-sanatoria spostando il termine per mettersi in regola dal 1 febbraio al 15 giugno e allungando il periodo utile a irrogare la sanzione da 170 a 280 gg.

Il gruppo di Alternativa aveva presentato un emendamento per abolire definitivamente le multe ai renitenti, ma Lega e 5 stelle si sono astenuti, dimostrando  ancora una volta, la loro grettezza e il loro collaborazionismo.

Ovviamente i megafoni governativi mediatici su tutte le tragedie  estive ci inzuppano il loro biscottino, con le nuove dirette tv. L’anno scorso c’era quella della funivia del Mottarone, quest’anno, il residuo ghiacciaio della Marmolada che si è staccato e ha causato finora sette morti  e numerosi dispersi. Come minimo questo dovrebbe far pensare che Draghi è uno jettatore e che con lui avremo solo sciagure ed emergenze continue. E’ inutile che vada a Canazei a fingere di dolersi della sciagura, per poi cogliere al balzo l’occasione  di accelerare l’Agenda Green. 


Intanto i governatori del Nord si sono messi nientemeno che sotto la sua protezione, dichiarando lo stato di “emergenza idrica”. Ci sarà il solito “commissario tecnico” del magna-magna in stile Arcuri et similia, e allora sindaci e governatori potranno scaricare ogni responsabilità mettendosi direttamente nella mani del Pappo-Stato, rinunciando così  definitivamente a quella poca autonomia amministrativa di cui dispongono.  La “cura” è peggio della malattia: razionamenti, lotta contro il povero ortolano che spreca un po’ d’acqua per la sua insalata, o spiate al vicino di casa che fa qualche doccia di troppo.

Insomma,  costante revoca dei nostri diritti.

Piemonte, Lombardia, Veneto,  Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna, Marche e Lazio sono le regioni che hanno dichiarato lo stato di calamità. Si riparla di DPCM (toh, ma che strano!), e di “zone rosse”,  di “ristori” (ce n’è bisogno, fa caldo!), di approvvigionamenti idrici, di chiusure di pubbliche fontanelle.

“L’acqua è un bene prezioso, non sprecarlo”, scrivono già i cartelli delle pubbliche (ancora per poco) fontane. Il curioso è che dove l’acqua ha sempre scarseggiato (le regioni del Sud) se ne stanno zitti zitti, forse nel tentativo di non mettere in fuga quel poco di turismo in ripresa nel nostro Paese. I soliti Pirla del Nord, invece, muoiono dalla voglia di fare i primi della classe. Si mettono (e ci mettono) in buone mani!

Un’ultima cosa per i poveretti scappati all’estero, pensando di ritrovare un po’ di quella libertà perduta in patria. Compagnie aeree un tempo di eccellenza come Lufthansa che cancellano voli, bagagli smarriti, ritardi clamorosi, disagi d’ogni tipo.  I tagli del personale delle  grandi e piccole compagnie aeree durante la crisi pseudo-pandemica, si fanno sentire.

Sono anche questi segni di avviamento al Grande Reset.

Sarà  anche questa, un’estate da non dimenticare.

Saura Plesio

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