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Se non ve ne eravate accorti gli apprendisti stregoni del Transumanesimo sono in grande fermento.

di Piero Cammerinesi

Eravamo stati avvertiti da qualcuno che aveva doti profetiche oltre cent’anni fa che la fusione uomo-macchina sarebbe stata inevitabile e che l’unica variabile era se fosse avvenuta su base morale o immorale.
Ma forse parlava a voce troppo bassa e nessuno lo ha sentito…

Per sapere come sono andate poi le cose da allora basta ascoltare una recente intervista di Elon Musk, il CEO di Tesla, con Joe Rogan.
Musk – per intenderci il miliardario visionario che ha dato nome a suo figlio  X Æ A-12 – ci parla in questa intervista della prossima creazione di una

“interfaccia cerebrale completa, che consentirebbe la ‘simbiosi’ tra uomo e AI che servirebbe…per magari riparare le lesioni cerebrali”.

Come vedete le nuove creazioni tecnologiche sono sempre buone e indispensabili per la nostra salute ed il nostro benessere.
Ci mancherebbe, che andate a pensare?

“Riparare lesioni cerebrali potrebbe consentire ad esempio ai paraplegici di camminare di nuovo…”

Fantastico, no? Un vero e proprio benefattore dell’umanità il nostro Elon.

Basta pensar male.

E se qualcuno di voi – magari un po’ prevenuto – potrebbe obiettare che, forse, un caso in cui questa tecnologia potrebbe rivelarsi utile a fronte del restante 99% dei casi in cui sarebbe un pericolo mortale per l’umanità sembra un po’ poco, si sentirebbe rispondere che è un egoista che non vuole che i paraplegici camminino di nuovo. E forse anche un complottista, perché osa pensare che poi, magari, un domani saremmo obbligati a metterlo, il chip, per essere controllati a distanza o chissà cosa.

Ma figuriamoci, sono tutti deliri da complottisti, no-vax e terrapiattisti.

Dunque silenzio e andiamo avanti.

E poi che vuoi che sia…

“…il chip potrebbe modificare anche il modo in cui avvengono le relazioni tra esseri umani. Una simbiosi con l’AI è auspicabile, dato che dobbiamo imparare a stare al passo con la tecnologia”.

Al passo con la tecnologia, questo è quel che conta.

Irrilevante che la tecnologia proceda alla velocità della luce mentre il livello morale della nostra società rimane all’età della pietra…

Allora, dopo tutto questo siete ancora perplessi, fate ancora resistenza allo splendido futuro che ci aspetta?

Se è così tranquillizzatevi, in fondo siamo già a metà del guado e non vi siete accorti finora di aver attraversato mezzo fiume:

“Siamo già in qualche modo un cyborg, giusto? Perché hai il tuo telefono, hai il tuo laptop, hai i tuoi dispositivi elettronici. Oggi se non porti il telefono, è come se avessi la sindrome dell’arto mancante. Sembra che qualcosa sia davvero, davvero mancante.”

Visto? Ve ne eravate accorti che eravate già mezzi cyborg?

Non è così male, in fondo.
Anzi, se hai dimenticato il cellulare a casa ti senti quasi un amputato…

Con lo smartphone in tasca e il PC a casa siamo sempre connessi con il mondo e a breve con il 5G saremo ancora più veloci, sempre più veloci…

Poi la grande promessa, il chip, è finalmente arrivato, contenti?

Potremo modificare il modo con cui ci relazioniamo agli altri uomini, era ora.
Intanto con le mascherine – grazie al Covid-19 – un passo avanti è stato fatto, basta baci e abbracci, teniamo una distanza interpersonale per non smuovere troppo il nostro sentire.
Quegli inutili abbracci in cui si esprimevano l’affetto, l’amicizia, la commozione sono retaggi di un tempo passato.

Ora ci sarà il chip che ci collegherà via etere con gli altri.
In modo asettico, non contagioso, lucido e impersonale.
Un buchino in testa e cavi infinitamente più sottili di un capello e il gioco è fatto.

Resta solo una piccola cicatrice, non preoccupatevi.

Poi la grande promessa, che non sarete certo così pazzi da rifiutare; il nostro benefattore ci promette che entro una manciata di anni saremo in grado di leggerci la mente a vicenda, in modo non verbale e non fisico.

Fantastico. Vedete, in qualche modo ci porge anche un elemento ’spirituale’…peccato che questo interscambio telepatico dovrà avvenire tramite il connubio cervello-AI (intelligenza artificiale) che farà da ‘ponte’ tra i singoli individui.

Saremo insomma un nodo di una gigantesca ragnatela facente capo al cloud centrale, una sorta di Akasha elettro-magnetica.

 

 

 

Mi pare che qualcuno cent’anni fa ne avesse parlato, o mi sbaglio?

Ma lui lo fa per noi, per evitarci la fatica e l’imprecisione della verbalizzazione…

“Il nostro cervello fa un grande sforzo per comprimere un concetto complesso in parole e si verifica una grande perdita di informazioni quando si comprime un concetto complesso in parole, poi dici quelle parole, quelle parole vengono poi interpretate, quindi vengono decompresse dalla persona che sta ascoltando”.

Ecco, vedete? In un colpo solo ci libereremo dalla fatica del linguaggio e di tutte le possibili incomprensioni che nascono tra gli esseri umani quando si parlano e non si capiscono.

Nel nuovo mondo genitori e figli, mariti e mogli, persino nuore e suocere si intenderanno alla perfezione, per non parlare dei politici.

Infine il pezzo forte:

“In poco più di 25 anni potremmo riuscire a creare un’intera interfaccia cerebrale, in modo che tutti i neuroni di una persona siano collegati a un’estensione. È un pò come quando lasciamo tracce di noi stessi nei nostri computer e nei nostri smartphone, solo che in questo caso sarebbe una porzione più abbondante delle nostre identità ad essere nel cloud”.

Andiamo nel cloud visto? Finalmente niente più vuoti di memoria, tutti i nostri dati sono registrati e recuperabili all’esterno.

Non sapete dove diavolo avete lasciato le chiavi di casa?
Basta buttare un occhio nel cloud e le ritrovate.

Visto che straordinario futuro abbiamo dinanzi?
Avanti c’è posto, tutti nel cloud.

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