Stelle Cadenti, la Spada di Michele

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di Piero Cammerinesi

Scienza, storia e mito

L’argomento delle piogge meteoriche del periodo luglio-agosto è di grandissimo interesse se indagato da vari punti di vista – compreso quello spirituale – anche se in genere quando, nella prima metà di agosto, si è soliti distendersi per terra per contemplare questo affascinante fenomeno ci si limita a dire:

Quando vedi una stella cadente, esprimi un desiderio…

Se se ne fossero realizzati la metà di quelli che ho espresso dentro di me in tanti anni di contemplazione del cielo stellato oggi sarei più ricco di Mida, più saggio di Salomone e più bello di Adone…

Ma, come molte cose apparentemente scontate racchiudono importanti segreti – la cui esistenza nella nostra epoca contraddistinta dalla sovrabbondanza dell’informazione superficiale non viene neppure ipotizzata – anche dietro le cosiddette “stelle cadenti” si nascondono affascinanti misteri.

Misteri che possono venir affrontati su due piani distinti: quello della scienza, storia e mito e quello astrologico ed esoterico.

Iniziamo col dire che la pioggia di meteore perseidi di quest’anno – chiamate anche “Lacrime di San Lorenzo” è iniziata il 17 luglio e si concluderà il 24 agosto, con un picco di intensità nella notte del 12.


In attesa, dunque, di contemplare questo spettacolo è utile ricordare che le “stelle cadenti” sono state molto importanti nelle vicende umane, più di quanto si immagini normalmente.

Da un punto di vista scientifico sappiamo che i meteoriti – che si dividono in due categorie: i meteoriti di ferro e quelli di pietra – quando entrano nell’atmosfera terrestre a velocità altissime, appaiono fiammeggianti per via dell’attrito con l’atmosfera; a questo fenomeno dobbiamo la definizione popolare di “stelle cadenti”.

In realtà, anche se le “stelle cadenti” erano note sin dall’antichità esse erano considerate leggende popolari e solo verso la fine del XIX secolo la scienza ha stabilito che si trattava di pietre provenienti dal cielo.

Se Aristotele attribuiva alle “stelle cadenti” un’origine atmosferica (il termine me-teorologia deriva, intatti  da meteora), la prova definitiva che si trattava di corpi provenienti dal cielo divenne di dominio comune solo nel XIX secolo. Inoltre va detto che che le stelle cadenti e le meteore sono diventate molto più numerose a partire da tale epoca.

Per l’uomo antico, che vedeva nei fenomeni della natura non solo dei meri fatti fisici ma anche la presenza di entità spirituali, le “stelle cadenti” avevano un valore molto più profondo di quello che oggi la mentalità materialista tende ad attribuirgli. Sappiamo come anticamente lo studio e la contemplazione del cielo e del moto degli astri fosse la base fondamentale per la conoscenza del cosmo ed anche dei segni e dei messaggi che il mondo spirituale rivolgeva agli uomini. I meteoriti venivano interpretati allora come messaggi del mondo spirituale, degli dei: molti culti religiosi antichi usavano venerare frammenti di meteoriti.

Addirittura c’è chi sostiene – come il fondatore della moderna Storia delle Religioni, Mircea Eliade – che l’uomo abbia scoperto il ferro ed imparato ad usarlo proprio grazie al ritrovamento sul terreno di meteoriti ferrose. Solo successivamente, allora, l’uomo si sarebbe rivolto alla ricerca del ferro terrestre e, a quel punto – con l’estrazione del ferro minerale –  sarebbe sorta l’età del ferro, destinata a cambiare il corso della civiltà.

Rivolgendo dunque lo sguardo al mondo antico ed al suo rapporto sacrale con le “stelle cadenti” partiamo dalle culture a noi più vicine; per i Greci ed i Romani, ad esempio, le stelle cadenti rappresentavano la voce di Zeus o Giove Tonante; molti meteoriti ferrosi venivano, infatti, custoditi nei templi, divenendo sovente oggetto di culto.

Statua di Diana ad Efeso

Uno di questi era relativo al culto della dea Diana ad Efeso; la statua della dea, infatti, conteneva al suo interno una pietra “sacra”. Ne è rimasta testimonianza negli Atti degli Apostoli 19,35 dove San Paolo, giunto ad Efeso nel 54 d.C. condanna la devozione per una dea “la cui statua è caduta dal cielo“. 

Se risaliamo ad un passato ancora più remoto ci imbattiamo in un testo del 1300 a.C., risalente all’epoca ittita, in cui viene citata la caduta del meteorite che causò la morte del re di “Apasas” ovvero dell’antica Efeso.

Anche in Egitto la sacralità delle “pietre provenienti dallo spazio” si rifletteva nei culti religiosi, come, ad esempio, il culto di Amon, re degli dei; basti pensare che un meteorite era venerato in un tempio di Tebe, capitale religiosa dell’Egitto di allora. 

Stesso discorso per la cultura ebraica in cui si narra che re Salomone edificò il suo tempio (1000 a.C.) nel luogo dove era caduta l’Eben Shetiya che significa proprio “pietra di fuoco”.

La Pietra Nera della Mecca

Per giungere infine ai nostri giorni, in cui si celebra ancora il culto di un meteorite, la famosa “Pietra Nera” della Mecca, murata nella Ka’ba, il luogo più sacro dell’Islam.

Come si vede le pietre cadute dal cielo hanno sempre rappresentato un importante elemento nella storia umana, dalla più remota antichità sino ad oggi. Naturalmente, oltre ad influenzare miti e culti le pietre furono usate anche per forgiare degli oggetti ‘speciali’, vale a dire che possedessero una particolare sacralità.

In genere si trattava di armi visto che i meteoriti ferrosi, penetrando nell’atmosfera e fondendosi per via dell’attrito, si facevano più appuntiti nella parte anteriore, assumendo quindi forme acuminate. 

Per questo motivo molte delle armi di cui ci parlano i miti, le leggende ma anche la storia vennero ricavate da meteoriti ferrosi caduti sulla Terra, armi considerate “magiche”, connesse a fondazione di stirpi o città o ad investiture di sovrani e condottieri.

Tra le più note ricordiamo lo Scudo di Achille, forgiato da Efesto di cui ci narra l’Iliade; l’Egida della dea Pallade Atena, uno scudo magico ornato dall’immagine del capo mozzato della Gorgone, uccisa da Perseo.

Lo Scudo di Achille

E ancora: lo Scudo di Salomone, risalente al biblico Re Salomone, nonché la lancia con cui il centurione Longino avrebbe lacerato il costato del Cristo sulla croce; nelle antiche saghe inglesi troviamo l“antica spada di Giganti” usata da Beowulf.

In età più prossime a noi, ma sempre restando nel mito, troviamo l’Excalibur di Re Artù; la Durlindana di Orlando, paladino di Re Carlo Magno; l’Alabarda di San Sergio, che è a tutt’oggi il simbolo della città di Trieste.

La punta della Lancia di Longino

Con il Pugnale di Tutankhamon dal mito passiamo alla storia e alla scienza; è stato infatti dimostrato che la sua lama proviene indubitabilmente da ferro meteorico proveniente dal Cratere Kamil, causato dall’impatto di un meteorite ferroso che precipitò sulla Terra oltre 5.000 anni fa. Dai frammenti del meteorite venne estratto il ferro per realizzare la lama del pugnale del Faraone. Ciò è stato stabilito da una ricerca pubblicata da scienziati italiani ed egiziani nel 2016. 

Il Pugnale di Tutankhamon

* * * 

Astrologia ed Esoterismo

Passando ora ad un punto di vista astronomico ed astrologico la pioggia di meteoriti di Perseo – le Perseidi –  va ricordato che esse cadono in questo periodo dell’anno in quanto la Terra, durante la sua orbita intorno al Sole, attraversa proprio in queste settimane uno sciame di asteroidi chiamato appunto Perseidi.  Si tratta di asteroidi che si trovano tra le orbite di Giove e Marte.

Da un punto di vista esoterico questa pioggia meteorica ha, tuttavia, un significato speciale: viene infatti utilizzata da un Essere spirituale speciale, che l’esoterismo cristiano chiama Michele. 

Se gli oggetti di cui si è parlato sinora erano manufatti fisici – se pur alcuni di essi avvolti nelle nebbie del mito – la spada di ferro meteorico di cui parla l’esoterismo – la Spada di Michele, anch’essa di ferro meteorico – non è una spada ordinaria.

 

 

Secondo Rudolf Steiner se l’uomo soggiace durante l’estate all’elemento sulfureo – la “brama sulfurea” nella quale si manifesta l’elemento ahrimanico,  per controbilanciare questa parte animale-bramosa, in qualche modo trasposta nel cosmo, si attiva una forza opposta che si manifesta nelle sostanze cosmiche che contengono il ferro meteorico e precipitano sulla Terra.  

Allora l’elemento sulfureo-ahrimanico che accende la natura bramosa dell’uomo, e che vediamo agire in piena estate viene controbilanciato dalle frecce di ferro delle meteoriti, che purificano e chiarificano l’atmosfera della Terra.

Ma noi sappiamo che quanto è fuori di noi – il Macrocosmo – si riflette nel Microcosmo, nella nostra entità umana. 

Afferma infatti Rudolf Steiner:  

Ciò che accade fuori nel cosmo in modo grandioso e maestoso accade anche dentro di noi continuamente. Produciamo dentro di noi le particelle di ferro del nostro sangue in associazione con altre sostanze, e mentre da un lato attraverso il nostro sangue pulsa il processo di solforizzazione, per contro interiormente agisce come polo opposto simile al meteorico il ferro interiore, il quale fa la stessa cosa che fuori nel cosmo fa il ferro meteorico. 

Possiamo rappresentarci il rapporto dell’uomo al cosmo così: troviamo nello sfavillare delle meteoriti la controimmagine cosmica di ciò che continuamente in noi, milioni e milioni di volte, è un meteorico sfavillare interiore. Questo è ciò che dal ferro del nostro sangue ci libera, depurandoci, purificandoci dal processo di solforizzazione il quale appunto si svolge nel sangue.
(R.Steiner, 15 Ottobre 1923 O.O.229)

 

Il ferro ha un significato essenziale per l’uomo e per la Terra, è collegato alla conquista della Terra; basti infatti pensare alle armi ed agli strumenti usati per la lavorazione della terra forgiate con questo metallo.

Il ferro, dunque, che, come abbiamo visto, è presente nel sangue umano, è connesso ai processi del pianeta Marte che aiutano l’uomo a potenziare la volontà e l’azione mirata.

Il ferro ha, inoltre, una azione antitossica fissando elementi pericolosi per la vita come lo zolfo e l’arsenico; nella medicina antroposofica – per la quale il ferro è il metallo dell’incarnazione, da cui dipende la sintesi della struttura spirituale-psichica con il fisico-vivente con il ferro meteorico si produce iferrum sidereum. 

Sappiamo, inoltre, che chi ha una carenza di ferro nel sangue sviluppa l’anemia – che sovente porta a stati sognanti – così come, al contrario, è risaputo che il ferro è in grado di potenziare energia e concretezza nei processi mentali.

Questa pioggia di ferro proveniente al cosmo un tempo usata per forgiare spade metalliche – ci appare allora come un impulso di coraggio e di centratura interiore, un invito a forgiare spade interiori.

 Il ferro si trova in quantità misurabili nel corpo umano ed è rintracciabile in un esame del sangue; tuttavia, se esaminiamo il rapporto tra ferro e sangue da un punto di vista esclusivamente fisico-sensibile ci impediamo di cogliere il suo profondo significato.

La pioggia meteorica porta con sé – sostiene Steiner – una forza risanatrice potentissima, una vera e propria arma cosmica con cui gli Dei cercano di vincere le potenze ahrimaniche ma che ha la sua – solo spazialmente piccola – contro-immagine in ciò che avviene entro il sangue umano. 

Il sangue umano viene pervaso, irradiato (e non in forma materiale come la scienza odierna si rappresenta, ma per un impulso animico-spirituale) dal ferro che viene a compenetrarlo e combattendo la paura, il terrore, l’odio, s’introduce nei suo sangue. I processi che si svolgono in ciascun corpuscolo del sangue quando la combinazione ferrosa lo compenetra, è umanamente, in piccolo in piccolissimo, lo stesso processo che ha luogo quando la pietra meteorica precipita rifulgente, radiosa attraverso l’aria. Le irradiazioni del ferro compenetrano l’uomo e lo depurano da ogni paura. Perché con l’irradiare del ferro entro il sangue avviene appunto una liberazione dalla paura e dal terrore.
(R.Steiner, 5 Ottobre 1923 O.O.229)

 

 

Se approfondiamo interiormente queste riflessioni rendendole intimamente vive ci accostiamo correttamente – afferma Steiner – alla disposizione della “Immaginazione di Michele”:

Ce lo rappresentiamo, questo Michele, nella maniera corretta, del tutto in accordo alla realtà, se pensiamo al suo volto tessuto dalla luce dorata dell’estate, con lo sguardo positivo che è come un indice che conduce in certo modo fuori, che è come un raggio di luce che dall’interno conduce verso l’esterno. Ci rappresentiamo Michele correttamente se troviamo il suo braccio disteso avvolto dalle fiamme di spumeggiante ferro meteorico che si fonde a formare la spada con la quale egli, Michele, indica all’umanità le vie dalla natura animale alla natura più elevata.
(R.Steiner, 15 Ottobre 1923 O.O.229)

Con la “Spada di Michele” costituita di ferro meteorico siamo dunque di fronte ad una vera e propria condensazione di materia cosmica che, entrando nell’atmosfera terrestre, è portatrice di un impulso indispensabile per lo spirito umano.

Scrive Jonathan Hillman:

Queste meteore di Perseo sono una tromba che annuncia l’inizio della stagione della Festa di San Michele attorno al globo. In che modo gli esseri umani partecipano all’opera di Michele? Uno studio di Il Mistero di Michele di R.Steiner può essere una guida d’aiuto durante questa stagione. In esso afferma: “I cuori iniziano ad avere pensieri, questo è il nuovo modo di pensare con il cuore”. L’intenzione di Michele è che in futuro l’intelligenza fluirà attraverso i cuori umani e sarà collegata alle stesse forze spirituali divine che hanno creato l’essere umano all’inizio del tempo”.
(Jonathan Hillman, 2016)

Quale migliore auspicio di questo in particolare in un momento storico in cui il pensiero libero sembra essere scomparso dalla Terra e l’angoscia e la paura, create ed alimentate ad arte da Potenze demoniache, dilagano tra i popoli?

Con queste parole Rudolf Steiner offre una immagine poetica del significato spirituale del ferro per l’esistenza umana terrestre:

O uomo,
Tu lo forgi per il tuo scopo
Lo riveli nel suo valore materiale
In molte delle tue opere.
Ma solo allora ti sarà di salvezza
Quando ti si svelerà
La forza altissima del suo spirito

Questo è il ferro. Se impariamo a conoscere il ferro come ogni elemento non solo secondo la sua natura materiale allora impariamo a conoscere l’alta forza del suo spirito! Allora ci sarà di nuovo progresso umano, progresso terrestre, e questo dobbiamo volere se vogliamo essere uomini nel vero senso della parola.
(R.Steiner, 15 Ottobre 1923 O.O.229)

Si tratta di un’immagine su cui lavorare alacremente in questo periodo dell’anno; un vero e proprio antidoto agli impulsi distruttivi che stanno agendo – apparentemente incontrastati – nel nostro mondo.

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