Mi dispiace, ma io non dimentico

1NONDI
di Piero Cammerinesi

In questa che forse è la più disgustosa e farsesca campagna elettorale che l’Italia abbia mai vissuto nella sua storia repubblicana, dove, invece di far valere i propri impegni di cambiamento si pensa per lo più a discreditare e infangare gli avversari – prova lampante del degrado morale di una società e di una cultura – non viene affrontata la questione dei crimini commessi contro la popolazione italiana in questi due anni e mezzo.

Crimini forse in piccola parte commessi per ignoranza ma in gran parte con la lucida e perversa volontà di manipolare, danneggiare e derubare il popolo e di disintegrare il tessuto sociale.

Questo – con l’approssimarsi dell’appuntamento elettorale – sarebbe stato il momento del “redde rationem”, del rendere conto ai cittadini di ciò che è stato fatto, del perché e da chi, e, sopratutto, del definire a chiare lettere l’impegno futuro a non più perseverare nell’inganno nella manipolazione e nella sopraffazione.

E invece nulla, o quasi. 

Come se gli arresti domiciliari di una intera nazione, le truffe miliardarie su banchi a rotelle, tamponi, mascherine e sieri sperimentali, le cure negate, le terapie criminali reiterate e ingiunte, i vili stratagemmi per sierare chiunque pena la sospensione o il licenziamento siano stati imposti da degli extraterrestri o – peggio – abbiano rappresentato un impersonale evento di destino.

Così non è stato. 

Ci sono state responsabilità enormi da parte di quelle stesse persone che avrebbero dovuto agire per il bene della collettività e che invece hanno agito per il male. Anzi, per il peggio.

Inutile invocare una nuova Norimberga perché quel processo fu istituito dai vincitori, ed oggi i vincitori sono coloro che i crimini hanno commesso e che probabilmente godranno sempre delle coperture istituzionali e non dovranno mai rispondere di nulla.

Ma, pur se non potremo forse veder loro comminata la giusta punizione, il nostro compito è quello di ricordare, di mantenere vivo il ricordo di quei crimini.

Ebbene, mi dispiace, ma io non dimentico.

Posso perdonare, cercare di capire – questo fa parte del compito, a volte arduo, di chi cerca di individuare un piano spirituale che sottende gli eventi terrestri – ma non dimentico.

Potrei cercare di dimenticare se almeno qualcuno di loro avesse chiesto scusa, avesse detto “ci siamo sbagliati, non eravamo preparati, eravamo informati male, costretti dalle circostanze, chiediamo scusa” qualcosa che qualunque persona onesta farebbe dopo aver provocato danni incalcolabili a causa della propria impreparazione o ignoranza.

Ma niente, non una parola, non un ‘mea culpa’.

Allora la mia memoria deve rappresentare l’accusa, lo specchio delle loro nefandezze.

Io non dimentico le misure liberticide, le chiusure insensate e indiscriminate.

Ve li ricordate i droni e gli elicotteri che inseguivano i jogger che correvano soli in mezzo ai campi o sulle spiagge?

Io me li ricordo bene e non li dimenticherò mai perché è la ‘cifra’ della perversione della legge, dell’abdicazione alla ragionevolezza, della intimidazione e della prevaricazione delle istituzioni.

Un simbolo della pandemenza che ha stretto nella sua morsa il mondo per due anni e mezzo.

Ci sarebbero decine di altri video e immagini di soprusi talmente irrazionali e insensati da non sembrare reali, ma ve li risparmio.

 


 

Ma il peggio del peggio è stato rappresentato dai ‘fiancheggiatori’ di questo mostruoso inganno, quelli che – più realisti del re – hanno fatto proprie ed amplificato le nefandezze delle istituzioni.

Io non dimentico le forze di polizia che multavano i genitori che portavano il figlio disabile a curarsi.
Io non dimentico i negozianti che pretendevano inflessibilmente il greenpass, e, se non c’era posto all’aperto, chi non ce l’aveva poteva anche morire di fame.
Io non dimentico chi denunciava i vicini che avevano invitato a casa per le feste più di 4 persone.
Io non dimentico chi chiamava i carabinieri se qualcuno faceva jogging a più di 250 metri da casa.
Io non dimentico i ristoratori che appendevano i cartelli “Non sono ammessi i cani ed i no-vax”.
Io non dimentico i controllori di treni e mezzi pubblici che – ancora oggi – costringono le persone prive di bavaglio a scendere dalla vettura.
Io non dimentico i cori di irrisione dei passeggeri nei confronti di coloro che sono costretti a scendere dal veicolo perché senza maschera.
Tutte queste persone che inneggiavano ai propri aguzzini più che vittime, ne erano complici.

Io non dimentico quelli che quando è partita la strumentale opposizione di sierati e no-vax si sono scatenati in una gara ignobile su chi insultava e minacciava di più.

Questi nomi sono scolpiti nella mia memoria con le loro ignobili e vergognose affermazioni.

Eccone alcuni:

I rappresentanti delle istituzioni

Mario Draghi, Presidente del Consiglio: ”I loro inviti a non vaccinarsi sono inviti a morire” e ancora: “Col green pass, garanzia di trovarsi tra persone non contagiose”.

Renato Brunetta, ministro: ”Il greenpass ha l’obiettivo di schiacciare gli opportunisti ai minimi livelli”.

Piepaolo Sileri, Viceministro: ”Gli renderemo la vita difficile, sono pericolosi”.

Sabino Cassese, costituzionalista: ”E’ possibile porre a loro carico una parte delle spese mediche, perché colpevoli di non essersi vaccinati”.

Alessia Morani, deputato: ”Non chiamateli no vax, chiamateli col loro nome: delinquenti”.

Eugenio Giani, Presidente Regione Toscana: ”I no vax fuori dai luoghi pubblici”.

Giovanni Toti, presidente regione Liguria: ”I novax sono i nostri talebani”.

Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia Romagna: ”Non siete vaccinati? Toglietevi dal cazzo!”

Mauro Felicori, assessore: ”Vagoni separati per non vaccinati”.

Angelo Giovannini, sindaco di Bomporto: ”Potrebbe essere utile che quelli che scelgono di non vaccinarsi andassero in giro con un cartello al collo”.

Giovanni Spano, vicesindaco: ”Prego Dio affinché i non vaccinati si infettino tra loro e muoiano velocemente”.

Simonetta Matone magistrato: “I no vax li odio, ho nei loro confronti un rifiuto intellettuale”.

Carlo Nordio magistrato: ”Tra voi la distinzione è semplice: quelli che sono contagiati e quelli che si contageranno. Quindi vaccinatevi con le buone, o lo faremo con le cattive”. 

I sanitari

Matteo Bassetti, infettivologo: ”Sono dei criminali, vanno perseguitati come si fa con i mafiosi”.

Roberto Burioni, virologo: ”Verranno messi agli arresti domiciliari, chiusi in casa come dei sorci”.

Giuseppe Gigantino, cardiologo: ”Campi di sterminio per chi non si vaccina”.

Marianna Rubino, medico: ”Se fosse per me costruirei anche due camere a gas”.

Umberto Tognolli, medico: ”E’ giusto lasciarli morire per strada”.

Filippo Maioli, medico: ”Bisogna essere duri e discriminare chi non si vaccina, in ospedale, a scuola, nei posti di lavoro”.

Fausto di Marco, dirigente medico degli Ospedali riuniti Villa Sofia: ”Se potessi creerei dei campi di concentramento per i Novax”.

Cesare Manzini, infermiere: ”Gli metterò le sonde necessarie nei soliti posti, lo farò con un pizzico di piacere in più”.

Francesca Bertellotti, infermiera: ”Gli bucherò una decina di volte la solita vena facendo finta di non prenderla”.

Carlotta Saporetti, infermiera: ”Se riempiranno le terapie intensive mi impegnerò per staccare la spina”.

Vania Zavater, infermiera: ”Se arrivi in ospedale positivo, il Covid ti sembrerà una spa rispetto a quello che ti farò io”.

I giornalisti

Andrea Scanzi, giornalista: ”Mi divertirei a vederli morire come mosche”.

Sebastiano Messina, giornalista: ”I cani possono sempre entrare. Solo voi, come è giusto, resterete fuori”.

Lucia Annunziata, giornalista: ”Li andremo a prendere per il collo” .

Stefano Feltri, giornalista: ”Escludiamo chi non si vaccina dalla vita civile”.

Paolo Guzzanti, giornalista: ”Stiamo aspettando che i no vax si estinguano da soli”.

Selvaggia Lucarelli, giornalista: ”Vorrei un virus che ti mangia gli organi in dieci minuti riducendoti a una poltiglia verdastra che sta in un bicchiere per vedere quanti inflessibili no-vax restano al mondo”.

David Parenzo, giornalista: ”I riders devono sputare nel loro cibo”.

Alfredo Faieta, giornalista: ”Un giorno faremo una pulizia etnica dei non vaccinati, come il governo ruandese ha sterminato i tutsi”.

Giuliano Cazzola, giornalista: ”Serve Bava Beccaris, vanno sfamati col piombo”.

Luca Telese, giornalista: ”Mandategli i Carabinieri a casa”.

Laura Cesaretti, giornalista: ”Non sarà bello augurare la morte, ma qualcuno sentirà la mancanza dei novax?”

I personaggi dello spettacolo

J-Ax, cantante: ”Provo un pesante odio verso i no vax”.

Gli esponenti del clero

Papa Francesco: ”Chi non si vaccina non è un buon cristiano” .

Don Gazzelli, parroco di Cessalto: ”I No-Vax? C’è lo zampino di Satana!”

 

* * *

Ecco, questi infami insulti e questi nomi io non li dimentico.

Ma ora aggiungiamo anche qualcosina sui politici che oggi si sfilano dall’esaltazione dei sieri sperimentali e dal vergognoso lasciapassare mentre precedentemente hanno accolto entrambi con grande fervore. 

Inutile parlare di soggetti appartenenti a PD, Italia Viva, Forza Italia o al M5S, perché sarebbe come sparare sulla croce rossa ma del voltafaccia della Lega – che ha scandalosamente appoggiato le misure liberticide per due anni e mezzo – qualcosa va detto. 

Ci sono diversi video in cui i dirigenti leghisti inneggiavano agli arresti domiciliari per i non sierati, video che costoro si sono affrettati a cancellare per ricostruirsi una improbabile verginità.

Ed oggi – come proclamato su “La Verità” – lorsignori  promettono di non votare per l’avvenire obblighi sierali e certificati verdi. Praticamente di fare l’opposto di tutto quello che hanno fatto sino a ieri.

 

Un altro personaggio ambiguo ex-Lega è Francesca Donato. Allorché, due anni fa, Maurizio Fugatti, Presidente della Regione autonoma del Trentino-Alto Adige, delirava su una auspicabile deportazione dei positivi Francesca Donato appoggiava la proposta “utile a ridurre i contagi”, proseguendo nei mesi successivi ad appoggiare il governo Draghi. 

 

 

Fortunatamente la Donato, europarlamentare ex-Lega appunto, oggi definita dai media come no-vax  o no-greenpass, ha deciso di non correre questa volta alle elezioni con la motivazione che il fronte anti-sistema sarebbe troppo frammentato.
Bontà sua. 

Passiamo poi ad altri campioni di coerenza in area Fratelli d’Italia.

Ascoltiamo la Meloni, che oggi viene indicata come prossimo presidente del consiglio:

 

”…siamo stati i primi a sostenere il certificato verde digitale, ci auguriamo che venga adottato il prima possibile, in un orizzonte di totale reciprocità con tutti gli altri stati europei. È una priorità ed è fondamentale per ripristinare la libertà di circolazione e far ripartire sopratutto il turismo. Io voglio ovviamente salutare i rappresentanti delle professioni sanitarie; come sapete Fratelli d’Italia è stata favorevole allo scudo penale per i sanitari, i medici e per tutti i vaccinatori…”

Senza voler infierire ricordo quello che la Giorgia nazionale scriveva nel Marzo 2020:

“Il numero dei contagi e di morti continua a crescere.
Il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza addirittura il 31 gennaio, ma a questo non sono seguite decisioni consequenziali, tanto che fino a fine febbraio non si è fatto nulla.
E il contagio si è diffuso.
Il Virus non va in seguito ma anticipato.
Basta tentennamenti, bisogna chiudere tutto, subito.
Aperti solo farmacie, alimentari e pochissimi altri servizi essenziali. Basta perdere tempo”.

 

Ma anche tra i protagonisti della compagine anti-sistema abbiamo delle discrete “perle”, ad esempio con l’inossidabile Marco Rizzo, un uomo per tutte le stagioni.

Ascoltate quello che diceva in questo video di inizio 2021, dal minuto 0,17:

 

 

Come si può vedere da questo video di una comparata all La7, il nostro affermava testualmente che “i vaccini salvano vite”, definendo addirittura una “follia” la sospensione della somministrazione del siero AstraZeneca a causa degli effetti collaterali. 

Oggi, invece, Marco Rizzo, capolista alla Camera con Italia Sovrana e Popolare afferma:

“ribadiamo il nostro no all’obbligo vaccinale ed all’infamia del Green Pass, che ha violato i diritti fondamentali dei cittadini ed escluso tanti lavoratori dal diritto al lavoro ed al reddito”.

* * *

Ho voluto riportare solo quattro casi – decisamente eclatanti – di voltafaccia pre-elettorali, ma, a ben cercare, ve ne sono altre decine, sia dalla parte del sistema che tra le file del (presunto?) anti-sistema.

Ma per oggi ve li risparmio, tanto credo che l’endemica tendenza al voltafaccia dei politici non sia un mistero per nessuno.

L’unica – trascurabile – differenza è che in questo caso non stiamo parlando di politiche fiscali o comunitarie ma di decine di migliaia di morti innocenti causate da informazioni false, misure sanitarie criminali e manipolazioni mediatiche orwelliane. 

Per questo ribadisco che io non dimentico, nel segreto dell’urna ma anche nei tempi che seguiranno, le parole ed i nomi di coloro cui dobbiamo due anni di follia e le drammatiche conseguenze di scelte dissennate che hanno condotto il nostro Paese alla deriva in cui stiamo vivendo.

Ricordatevene anche voi quando – tra breve – esprimerete il vostro voto, perché, come diceva George Santayana: “Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo”.

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