L’inevitabilità dell’incontro col male – (II Parte)

War In Heaven By Flockhart

Nella prima parte di questo scritto abbiamo analizzato due concezioni diverse, due modi di intendere la realtà, l’evoluzione umana, la vita stessa. La prima, ingannevole, si basa sulla dualità e porta inevitabilmente alla lotta tra fazioni; la seconda è una visione triplice, triarticolata, in tutti i campi in cui l’individuo agisce, a partire dalla sua stessa struttura corporea, animica e spirituale. Abbiamo visto come le forze che tentano di distogliere l’uomo dall’evolvere nella coscienza e nella libertà, e di trattenerlo sempre succube di poteri esterni ad esso, non solo creino fazioni di ogni sorta ma come esse stesse siano di natura dualistica.

In sintesi, non un generico Male, contrapposto ad un altrettanto astratto ed immutabile Bene, ma due qualità distinte e opposte di male, cioè di esseri, definiti luciferici e arimanici, che ostacolano il processo evolutivo; e un bene da ricercare in ogni tempo e in ogni situazione, un bene inteso come equilibrio armonico tra tali potenze contrapposte. In definitiva, la continua ricerca di una centralità Cristica.

Vogliamo ora chiederci: esiste una sfera di attività, un ambito nel quale il dualismo non solo è esercitato ma ne è proprio l’essenza, la sua intima natura?

…nel corso fin qui svoltosi dell’epoca tecnica, sfugge per ora all’uomo la possibilità di trovare il giusto rapporto anche di fronte alla civiltà arimanica. Egli deve trovare l’energia, la forza conoscitiva interiore, per non essere sopraffatto da Arimane nella civiltà tecnica. La sub-natura deve venir capita come tale. Potrà venir capita solo se l’uomo, nella conoscenza spirituale, salirà alla natura superiore extra-umana per lo meno altrettanto, quanto con la tecnica è discesa nella sub-natura. La nostra epoca abbisogna di una conoscenza che vada al di sopra della natura, perché interiormente deve venire a capo di un contenuto di vita, pericoloso nella sua azione, che si è sommerso al di sotto della natura. Beninteso, questo non vuol dire che bisogna ritornare a stati di civiltà precedenti, ma che l’uomo trovi la via per mettere le nuove condizioni della civiltà in un rapporto giusto con sé stesso e il mondo. Oggi solo una piccola minoranza sente i gravi compiti spirituali che ne risultano per l’uomo. L’elettricità, che dopo scoperta è stata esaltata come l’anima dell’esistenza naturale, deve essere riconosciuta nella sua forza che sta nel condurre dalla natura alla sub-natura. E l’uomo non vi deve scivolare assieme. (O.O. 26)

Questa citazione di Rudolf Steiner, tratta dall’ultima lettera inviata ai soci della Società Antroposofica nel 1925, è una chiave fondamentale di comprensione del nostro tempo, in cui l’elettricità, forza sub-naturale, di natura polare, esercita un dominio incontrastato e totale. L’elettronica digitalizzata e l’intelligenza artificiale stanno invadendo e conquistando il mondo. Se poi ricordiamo la prima citazione della prima parte di questo scritto, che terminava con l’affermazione che “il male sommergerà anche la Terra direttamente a partire dalle stesse forze dell’elettricità”, il quadro è completo.

Oggi, cento anni dopo, possiamo dire di essere “nel giusto rapporto anche di fronte alla civiltà arimanica”? La nostra “forza conoscitiva interiore per non essere sopraffatti da Arimane nella civiltà tecnica” è adeguata? Soprattutto, l’uomo è salito o sta salendo “nella conoscenza spirituale alla natura superiore extra-umana per lo meno altrettanto, quanto con la tecnica è discesa nella sub-natura”?

Guardandoci intorno credo si possa osservare spassionatamente la china discendente nella quale la civiltà esteriore sta sprofondando malgrado (o proprio a causa delle) continue e mirabolanti presunte innovazioni tecnologiche. Possiamo ancora equilibrare questa situazione senza “ritornare a stati di civiltà precedenti”, tendenza luciferica di ritorno al passato?

A prima vista sembrerebbe un vicolo cieco. Ma Rudolf Steiner non si è certo accontentato di descrivere una situazione; ha cercato di immettere, a livello conoscitivo e anche concretamente, impulsi di rinnovamento, che rappresentano la terza via per uscire dal vicolo cieco. Lo ha fatto, come vedremo, anche per una nuova tecnologia da immettere, oltre che per tutte le sfere di attività umana. Lo ha fatto sapendo che, accanto alla corrente discendente esteriore, vi è una corrente ascendente che agisce nell’anima umana e deve essere sentita e riconosciuta da ogni individuo entro di sé. In questo senso, gli accadimenti degli ultimi ormai quasi due anni, in particolare, dovrebbero aver favorito la presa di coscienza e il risveglio interiore, e di ciò dobbiamo tener conto e fare tesoro.

Vediamo allora più da vicino le due tecnologie che in futuro dovranno convivere, come dovranno convivere le due umanità che si prospettano, poiché tra dualità e triplicità si decide il destino dell’evoluzione umana e quello di ogni individuo.

• La tecnologia della sub-natura

La scienza sperimentale ha avuto un compito fondamentale: affrancare l’essere umano dalle forze del controllo clericale, guidandolo a prendere coscienza e conoscenza non solo del mondo esterno ma anche di se stesso, a sperimentare liberamente la realtà e non sottostare a ciò che doveva essere creduto per rivelazione divina, attraverso i suoi sacerdoti. Quindi, per l’evoluzione umana è stato un bene. Galileo osserva alcune lune di Giove ed esercita il pensare; ne scaturisce la dimostrazione che la concezione cosmica difesa dal clero di allora non corrispondeva più alla realtà. Ma il dogma doveva resistere, pena la condanna al rogo.

Quando Rudolf Steiner ha iniziato a divulgare la sua antroposofia, all’inizio del ‘900, non esisteva più il rogo di fuoco, e non esisteva ancora quello attuale, almeno nella forma e nella ferocia con cui lo conosciamo oggi. Così quello che prima era un bene si è trasformato nel tempo nel suo opposto, e il dogmatismo scientifico attuale è altrettanto feroce nel non ammettere altro che la materia. La scienza è divenuta scientismo.

All’inizio del XX secolo, questa scienza, non ancora penetrata così profondamente nella sub-natura, poteva ancora essere fecondata da una scienza spirituale qual’è l’antroposofia, e questo è stato il compito fondamentale di Rudolf Steiner: immettere un Cristianesimo rinnovato in tutte le sfere dell’attività umana, con al centro l’antropos, l’Uomo. Questo dogmatismo scientifico abbiamo avuto modo di sperimentarlo in tutta la sua ferocia in particolare negli ultimi due anni, nei quali ogni giudizio critico circostanziato è stato represso con ferocia intimidatrice.

La tecnologia derivata da questo pensiero scientifico non poteva che essere dualistica nella sua stessa essenza. La digitalizzazione (da binary digit = cifra binaria) è duale per sua stessa natura; lo è nella concretezza della polarità elettromagnetica, ma soprattutto lo è nella qualità di pensiero che essa induce e produce. L’essere umano, senza quasi rendersene conto, è portato ad abbandonare sempre più il pensiero sillogistico ternario, capacità che solo l’essere umano possiede. Quello che ci viene incontro, con velocità sorprendente, è un mondo interamente digitalizzato, l’internet delle cose, dove ogni oggetto, ogni pianta, animale, e ogni essere umano, nei suoi pensieri, sentimenti e azioni, viene tracciato ventiquattr’ore al giorno, tramite il nuovo dio che portiamo in tasca e i miliardi di sensori e telecamere che la tecnologia 5G porta e porterà.

Il mensile Le Scienze, edizione italiana di Scientific American, di settembre 2021, ha come titolo di copertina:

LA FABBRICA DELLA VITA una rivoluzionaria intelligenza artificiale per studiare le proteine apre una nuova frontiera per la biologia e per la medicina

Non si può dire che non ci sia coerenza in queste parole; cos’è la vita per la scienza? Una fabbrica, appunto, in cui l’uomo viene modellato a piacere. Nessun dubbio sul fatto che si apra una nuova frontiera per la medicina; ma per l’essere umano, non per una astratta “medicina”, quale frontiera si apre, o meglio si vuole superare? Il progresso scientifico non dovrebbe coincidere con il progresso del valore dell’esistenza umana, della sua dignità? Possiamo dire che oggi esista questa coincidenza? Nell’articolo interno si descrive la creazione di proteine artificiali, che saranno prodotte in queste “fabbriche”, per nuovi “vaccini” e farmaci imminenti.

Anche se la tecnologia digitale è essenzialmente di natura arimanica, la sfera luciferica si è ricavata la sua parte. L’enorme diffusione dei videogames, le realtà “aumentate”, contro-immagini del mondo spirituale, procurano esaltazione e distacco dalla realtà, un mondo di sogni. Ma il fatto che sia un mondo illusorio non significa che sia neutro. Possiamo definirlo più propriamente un mondo infra-spirituale, poiché non è vuoto; in esso agiscono proprio le entità ostacolanti l’evoluzione della coscienza umana verso la libertà. Possiamo a questo punto porci almeno due domande.

• Cos’è realtà? Cos’è verità?

La nostra entità complessiva funziona in modo che, per ogni cosa della realtà, gli elementi relativi le fluiscono da due parti: da parte del percepire e da parte del pensare

Questo è uno dei concetti fondamentali espressi e dimostrati nella Filosofia della Libertà (cap. V). Tutte le percezioni, di qualsiasi natura, ci vengono incontro dall’esterno, senza la nostra partecipazione. Il pensare, invece, lo produciamo noi, con un libero atto volitivo, e solo con esso possiamo unire le percezioni e formare concetti. Senza l’attività pensante, le percezioni, qualunque sia il loro numero, sviano dalla realtà perché ne svelano solo una parte.

Ciò che caratterizza tutta la tecnologia digitale e l’intelligenza artificiale è l’enorme velocità con cui essa è in grado di operare, e questo fatto provoca almeno due effetti che tendono a contrastare il pensare, sino ad inibirlo.

Il primo effetto è dato dal fatto che vengono fornite enormi quantità di percezioni: informazioni, immagini, musiche, film, foto ecc. Ciò induce la convinzione che esse stesse, le percezioni, siano la realtà; oppure, al contrario, questa massa porta al dubbio, all’incertezza, all’insicurezza, e al relativismo, per cui tutto è vero e nulla è vero. Occorre tenere presente, inoltre, che le tanto decantate informazioni che internet permette di ottenere, altro non sono che pensieri altrui e per noi sono, in un primo tempo, solo percezioni; solo se le facciamo nostre, unendole ad altre, tramite una reale attività pensante, ci possono dare un’immagine completa della realtà.

Il secondo effetto è quello di creare un’accelerazione dei ritmi di vita, la frenesia di oggi, nella quale non c’è mai tempo, neppure per pensare.

Possiamo dire che il mondo delle percezioni ci trascina, inconsapevolmente, nella dualità. Solo il pensare in concetti, l’intuizione creativa ci guida alla triplicità, perché unisce ciò che appare diviso, frammentato, polare. Il dramma odierno è ben sintetizzato in questa frase del libro accennato (cap. IV):

Quando si richiede ad una scienza “rigorosamente oggettiva” che essa derivi il suo contenuto solo dall’osservazione, si deve in pari tempo richiedere che rinunci a ogni pensare, poiché questo per sua natura va oltre l’osservazione.

La tecnologia digitale è dunque adatta a questa scienza e di fatto la controlla tramite gli enormi interessi economici e profitti che genera. L’attualità ci mostra questo inganno in modo esemplare. Possiamo chiederci:

negli ultimi due anni quanto è stato proposto, indotto, e quanto realmente usato il pensare? Quanto lo si è voluto “scientemente” sopprimere tramite l’induzione di paure di ogni sorta (anch’esse auto-percezioni), attraverso immagini terrorizzanti, musiche appropriate (fate attenzione alle musiche dei telegiornali), tecniche pubblicitarie, vero e proprio marketing sanitario ecc., affinché l’immagine della realtà fosse quella voluta? Quanto le sole osservazioni sono state imposte come realtà e quindi come verità?

Solo escludendo il pensare, dunque l’uomo stesso, si può spacciare per “verità oggettiva”, “verità scientifica” quella che deriva dalle sole osservazioni. Se così non fosse, ad esempio, il mettere in relazione, con il pensare, la ferocia con cui sono state ostacolate le cure domiciliari, le autopsie, le terapie esistenti, per poi imporre con ogni mezzo un farmaco genico sperimentale, avrebbe dovuto scatenare una tale indignazione da costringere l’intera classe politica di regime, con i giornalisti al seguito e quella medica di apparato, a rifugiarsi all’estero, come tutti i regimi dittatoriali che crollano. Ed è solo un esempio tra gli innumerevoli altri.

Il pregiudizio relativistico vorrebbe che tutte le verità fossero soggettive, così che ognuno abbia le “sue” verità, riservando la “verità oggettiva” ad una scienza che ha rinunciato ad ogni pensare, come afferma Steiner. Ogni verità, se è realmente tale, non richiede di abolire quelle precedenti, semmai le amplia. Il bambino che allunga la mano per afferrare la luna, capirà di non poterlo fare solo con una successiva attività di pensiero, con una crescita di coscienza. Qual è il livello di coscienza e la capacità pensante di uno dei tanti Burioni e burioncini, che spacciano verità opposte a giorni alterni, senza l’onere di dimostrarle?

Questo Nuovo Ordine Mondiale ha una sua specificità e unicità, non è mai stato tentato prima a questi livelli. Esso è molto pericoloso non solo perché è mondiale ma perché si avvale di una tecnologia in grado di produrre malattie e disastri come mai prima. La propaganda che vanta farmaci miracolosi nasconde il fatto che molte delle malattie che afferma di voler guarire sono provocate dalla tecnologia stessa e dalla visione unilaterale della scienza dominante. Ma oltre alla sfera sanitaria, questa tecnologia sub-naturale aggredisce l’uomo in modo suadente, carezzando gli istinti, le comodità, le pigrizie, gli egoismi.

Soprattutto essa agisce trasformando il pensiero trinitario, che solo l’uomo possiede, il pensiero sillogistico, in pensiero duale, automatico, in pensiero intellettuale, dove la ragione diventa fredda e cinica logica. In una realtà sempre più virtuale i sentimenti vengono privati di esperienza reale e resi sterili. Man mano che tutto viene digitalizzato, via via che ogni attività umana viene interfacciata da una piattaforma, dalla rete, l’uomo perde spazi di libertà e di umanità.

Quella che si dipana sotto i nostri occhi è dunque la corrente esteriore discendente, e se ci limitiamo alla sola percezione dei sensi, sembra essere non solo quella dominante, ma l’unica possibile, come questa tecnologia sembra essere l’unica da perseguire. Ma così non è. Rudolf Steiner ha fornito impulsi anche per la creazione di ciò che manca: una tecnologia della vita, una tecnologia umana.


• La tecnologia della sovra-natura

Come esiste una tecnologia che opera con forze elettromagnetiche e atomiche, sub-naturale, così ne esiste una il cui scopo è guidarlo verso il divenire libero creatore. Tenersi in equilibrio tra i due poli del male non significa solo difendersi, ma immettere il nuovo nell’esistenza, la cui mancanza lascia varchi aperti alle forze dell’ostacolo e permette loro di assumere la potenza che è sotto i nostri occhi.

Se una cultura morale non si instaura accanto a questa cultura puramente fisica, il funzionamento di questi sistemi fisici avrà un effetto distruttore. Attraverso lo sviluppo della moralità, l’essere umano diverrà capace di produrre forze differenti da quelle attive al presente sul piano fisico. Keely metteva in movimento il suo motore attraverso pulsazioni che produceva dal suo proprio organismo. Queste pulsazioni dipendono dalla natura morale dell’essere umano. Ciò costituì il primo barlume annunciatore di una nuova era dove si svilupperà la tecnica dell’avvenire. In avvenire, avremo macchine che non potranno essere messe in opera che da forze emananti da esseri umani che saranno morali. Gli esseri umani immorali non potranno fare funzionare queste macchine. I meccanismi puramente meccanici dovranno mutare in meccanismi morali. (G.A. 97, conf. del 12/2/1906)

Trasformare meccanismi meccanici in meccanismi morali può sembrare qualcosa di teorico, ma non significa usare le attuali macchine in modo morale. Tutto ciò, in minima parte, può anche avvenire e di fatto avviene, ma non può essere la soluzione. Chi pensa che la tecnologia digitale sia neutra trascura di considerare lo scopo iniziale per cui essa è stata introdotta, uno scopo militare, e questo è l’essenziale.

John Warrel Keely, vissuto nel XIX secolo, ha inventato le prime macchine mosse da pulsazioni eteriche del proprio organismo, le forze della vita, ma poteva farlo non solo per abilità tecnica ma soprattutto per le sue qualità morali. Naturalmente è stato considerato un ciarlatano… La tecnologia eterica è la tecnologia della vita.

John Warrel Keely

La pianta dirige le sue radici verso il centro della Terra e la sua parte superiore sta in relazione col Sole. Queste sono le forze che rendono la Terra ciò che è; la gravità è solo un fattore secondario. Le piante hanno preceduto i minerali, proprio come il carbone era un tempo materia vegetale. Ciò verrà presto scoperto. Sono le piante che danno al nostro pianeta la sua forma e forniscono poi la sostanza della quale il suo terreno minerale è fatto. Goethe gettò le basi di questa concezione nella sua morfologia delle piante, ma non fu compreso. Si inizierà gradualmente a vedere l’eterico, in quanto è ciò che è intrinseco al regno vegetale. (…) La Scienza dello Spirito dovrebbe aiutarlo in questo ma ciò continuerà a essere impossibile finché le persone crederanno che l’ascesa dal piano fisico a quello eterico non abbia nulla a che fare con la vita interiore dell’uomo.

Nel lavoro di laboratorio importa poco che una persona sia di alta o bassa levatura morale. Quando abbiamo a che fare con le forze eteriche, tuttavia, le cose non stanno più così. Lì la costituzione morale dell’uomo si trasmette in ciò che egli produce. Per questa ragione non sarebbe possibile per l’uomo di oggi sviluppare questa abilità se egli rimanesse così com’è. Il tavolo di laboratorio deve prima diventare un altare, proprio come lo era per Goethe, il quale, da bambino, illuminava il suo piccolo altare adorno di doni della natura ai primi raggi del sole all’alba. (O.O. 118, conf. 27/2/1910)

Conoscere la vita non significa manipolarla. L’uomo ha sinora imparato solo a trasformare il regno minerale, il non-vivente, e lo scienziato considera piante, animali e l’uomo stesso alla stregua di esseri inanimati, macchine biologiche.

Ma la vita ci svelerà i suoi segreti solo quando la coscienza morale dell’umanità si eleverà per permetterlo; solo allora ci svelerà il “segreto manifesto” (Goethe). Sarà allora possibile una nuova tecnologia, che userà le forze stesse della vita, che sono forze morali, per mettere in movimento macchine molto diverse da quelle attuali. Il segreto della vita non può essere trovato all’interno della materia stessa, nei geni, quasi fossero i bit di un algoritmo. La vita si snoda nel tempo, non nello spazio, e proviene da un mondo non indagabile dai sensi e neppure dalle sofisticate apparecchiature scientifiche.

Immaginare che in un seme sia contenuta la pianta che sorgerà è un pensiero infantile. Rudolf Steiner ci dà della vita un’immagine ben diversa. Quando il seme viene posto nella terra la materia viene letteralmente distrutta, entra nel caos. Solo allora le forze cosmiche possono operare, imprimendo, “suonando”, per dir così, la melodia eterica, diversa per ogni varietà. Chissà che direbbero lorsignori della Banda Bassetti & C. di questa musica cosmica…

• La corrente ascendente

Siamo all’inizio di un processo fondamentale, che richiede chiarezza di intenti e di azioni. Con la fine del XIX secolo è terminata un’era durata circa 5000 anni, conosciuta anticamente come Kali Yuga, l’Età oscura, nella quale il mondo spirituale si è sempre più allontanato dalla coscienza umana, e l’uomo è stato abbandonato dalle potenze creatrici, affinché potesse riconquistarlo con un libero atto volitivo, non per fede in una autorità esterna.

Questa corrente discendente esteriore è ora controbilanciata da una corrente ascendente, una corrente di Luce che illumina l’anima umana e il pensare intuitivo, disinteressato e libero. Ma la libertà, per essere davvero tale, deve anche prevedere la possibilità di essere persa. Le due forze del male all’opera oggi, soprattutto quelle di natura arimanica, sviluppano la loro potenza per contrastare la corrente spirituale ascendente, che parla all’interno di ognuno di noi. La centralità Cristica va ritrovata nella nostra anima.

Vediamo all’opera Arimane oggi nella cattiveria con cui si istigano fazioni contrapposte, si instaurano, con modi cialtroneschi, obblighi “vaccinali”, si mettono consapevolmente le persone in difficoltà nella vita quotidiana, si legifera in modo liberticida; il tutto con la promessa di un mondo digitalizzato, asettico, automatico. Lucifero ci affascina con un mondo virtuale, da un lato, e un mondo antico dall’altro, un improponibile ritorno al passato.

Sono entrambe visioni pessimistiche, nelle quali l’uomo è giudicato incapace di evolvere con le proprie forze, deve essere sempre controllato o guidato da autorità esterne, deve essere “migliorato” e “sanato” con l’intelligenza artificiale, con cibi e rimedi prodotti in laboratorio, reso succube e schiavo di macchine di ogni genere che lo rendono passivo consumatore.

Rudolf Steiner ci ha indicato un sentiero in cui l’uomo non ha necessità di tutto ciò, poggia sempre su se stesso, non per alterigia ma perché riconosce la divinità in sé, non un dio escogitato e astratto. E’ una via in cui l’intelligenza umana, il pensare dell’uomo e la sua moralità, cominciano ad essere messi al servizio del progresso materiale e spirituale per “mete giovevoli”.

L’Istituto di ricerca di Stoccarda, promosso da Steiner, si doveva occupare proprio dello sviluppo di questa tecnologia eterica, ma la situazione sociale nella Germania di quegli anni portò alla sua chiusura nel 1924. Steiner morirà un anno dopo e quasi nessuno ha ripreso queste ricerche sino al 1989, anno in cui un gruppo di ingegneri, tecnici, pedagoghi e artisti ha fondato l’Associazione Antro-tech, e poi una Fondazione, con sedi in Svizzera e Scozia. Il loro lavoro prosegue anche oggi, ma certo non può essere esaustivo.

L’aspetto più importante è che la creazione di una tecnologia della vita non è solo un problema tecnico. Occorrono certo scienziati, ma soprattutto occorrono gruppi di individui che si uniscano per scopi e mete disinteressati e che formino il nucleo della futura umanità unendosi in una rete di comunione animica. Essa non vedrà la lotta tra fazioni contrapposte, sino ad una guerra di tutti contro tutti, ma un cammino, non facile ma possibile, verso la composizione armonica dei contrasti, i quali sono motore di ogni evoluzione, in una concezione triplice dell’esistenza. Non importa se siamo in ritardo o no, si può iniziare oggi, con un atto di volontà libera. Viceversa, basta seguire la corrente dominante, e per default, come direbbero gli informatici, la strada è non solo prevedibile ma già visibile ora. Ed è solo l’inizio.

Solo agendo, l’incontro consapevole col male, seppure inevitabile, o proprio per questo, avrà raggiunto il suo scopo. Nel Faust di Goethe, Mefistofele, rappresentante delle due diverse polarità del male, alla domanda di Faust “Insomma, tu chi sei?”, risponde: “Parte di quella forza che vuole sempre il male e produce sempre il bene”. Faust accetta la sfida. E noi?

7 ottobre 2020

Sergio Motolese

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