Lavrov: Il vero scopo della guerra in Ucraina

Putinlav

In attesa della pubblicazione del video e della trascrizione originale, qui di seguito alcune affermazioni del ministro degli esteri russo Lavrov nell’intervista a Rossiya 24.

 

 

La Russia non vede alcuna ragione per terminare i colloqui di pace con l’Ucraina nonostante i continui cambiamenti di posizione di Kyiv, ha detto ieri il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.

Non vedo alcun motivo per cui non possiamo continuare [i colloqui], anche se la parte ucraina fa continuamente delle giravolte, a volte di 180 gradi, rifiutando ciò che ha offerto

ha detto Lavrov nell’intervista.

Lo scopo della guerra della Russia in Ucraina, che Mosca chiama “operazione speciale”, è quello di porre fine al dominio occidentale nel mondo, ha aggiunto.

La nostra operazione militare speciale ha lo scopo di porre fine all’espansione sconsiderata e all’obiettivo folle di un completo dominio mondiale degli Stati Uniti e, dietro di loro, del resto dei Paesi occidentali.

Questo dominio è costruito su grossolane violazioni del diritto internazionale e su delle regole, che vengono ingigantite e inventate caso per caso.

[Ad esempio::] Il Kosovo può essere riconosciuto come indipendente senza un referendum. La Crimea non può, nonostante vi sia stato un referendum controllato da [molti osservatori internazionali].

In Iraq, a 10.000 chilometri dagli Stati Uniti, gli USA hanno ipotizzato una minaccia alla loro sicurezza nazionale. Hanno bombardato il Paese ma non hanno trovato alcuna minaccia. E non hanno nemmeno chiesto scusa.

Ma quando, proprio ai nostri confini, sostengono degli ultra-radicali neonazisti e creano decine di biolaboratori, che lavorano su armi biologiche, come dimostrano i documenti, ci dicono che non ci è permesso reagire a queste minacce.

Il ruolo dell’UE è cambiato durante la crisi ucraina. In precedenza non aveva mai agito come un’organizzazione militare che

“combatte collettivamente contro una minaccia inventata”.


Lavrov ha detto che questo cambiamento è il risultato della pressione esercitata sui membri del blocco [UE] da Washington, che lo ha spinto sempre più verso la NATO.

Questo è un cambiamento estremamente serio, anche per la politica che l’UE e l’Occidente sotto la guida statunitense – non c’è dubbio – hanno iniziato a perseguire dopo l’inizio della nostra operazione militare speciale. Una politica che riflette la rabbia, per certi versi anche la frenesia, e che, naturalmente, è determinata non solo dalla [situazione in] Ucraina, ma dalla trasformazione dell’Ucraina in un punto d’appoggio per la soppressione finale della Russia.

Commentando le recenti osservazioni del capo della politica estera dell’UE Josep Borrel che la guerra in Ucraina “deve essere vinta sul campo di battaglia”, Lavrov ha detto che tali commenti da un diplomatico di alto livello potrebbero essere solo il risultato di un “rancore personale” o un “lapsus”.

Ha affermato che la dichiarazione di Borrel rappresenta “un’inversione a U molto grave” nella politica occidentale verso la Russia, la cui essenza è “fare dell’Ucraina un trampolino per la soppressione finale e la subordinazione della Russia” al dominio occidentale.

La propaganda occidentale ha cambiato marcia nel dipingere la Russia come puro male e [l’Ucraina] come puro bene. L’attuale regime ucraino è presumibilmente un punto di riferimento di democrazia, giustizia, libertà che è attratto da tutto ciò che è europeo, dai valori a cui l’Europa dice di aver sempre aderito.

Lavrov ha detto che le uccisioni di civili nella città ucraina di Bucha, attribuite alle forze russe prima che si ritirassero dai dintorni della capitale Kyiv, sono state una sceneggiata costruita e ha avvertito che ci potranno esserci simili provocazioni contro la Russia usando armi chimiche nel prossimo futuro.

Il ministro ha notato che i diplomatici russi stanno lavorando in condizioni difficili in altri Paesi e ha anche espresso preoccupazione per i russi che vivono all’estero e che sono stati sistematicamente aggrediti.

La situazione di discriminazione contro i russi ha dimostrato che la correttezza politica e le convenzioni non esistono più in Occidente. Proprio come quando Hitler mobilitò la società e altri Paesi europei, in particolar modo contro gli ebrei

ha aggiunto.

Ci saranno provocazioni e dovremo rispondere a queste provocazioni, in primo luogo, con i fatti. E, in secondo luogo, penso che il nostro argomento principale sia ciò che sta accadendo sul campo.

Ha poi dichiarato che la Russia non si farà sottomettere dai Paesi occidentali.

Infine, Lavrov ha promesso che Mosca metterà in campo tutte le azioni legali necessarie per proteggere i cittadini russi all’estero dalla “russofobia”.

Piero Cammerinesi

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