Chi ha paura delle cure precoci?

Buri
Il dottor Fabio Burigana è un amico di lungo corso.
Siamo stati allievi dello stesso Maître à penser, Massimo Scaligero, che abbiamo seguito negli anni ’70 del secolo scorso, e per questo ha partecipato anche al mio film sul pensatore romano di adozione, “Oltre”, oggi visibile su Amazon Prime Video.
Ma le nostre frequentazioni non si limitano al passato, visto che abbiamo realizzato insieme varie interviste e facciamo parte dello stesso movimento, fondato dal comune amico Giulietto Chiesa, il Centro di Gravità.
Proprio per il “Centro di Gravità” abbiamo realizzato a quattro mani, con lui, Giulietto Chiesa ed il professor Mariano Bizzarri, nei primi mesi dell’emergenza Covid, un documento di analisi scientifica della situazione, il Piano di Chiarezza Scientifica che ha avuto una discreta circolazione ed è stato sottoscritto – tra associazioni mediche e singoli professionisti – da oltre 1.000 persone.
Da alcuni mesi Fabio Burigana è stato nominato Direttore Scientifico di IppocrateOrg, associazione che si occupa di fornire cure domiciliari gratuite a chi ha difficoltà, o preferisce non farsi seguire dalle strutture pubbliche.
Ho pertanto ritenuto importante, all’indomani dell’International Covid Summit – Esperienze di cura dal mondo appena conclusosi a Roma, cui ha partecipato anche Fabio Burigana, rivolgergli alcune domande.
L’intervento del dottor Burigana al Senato nel contesto dell’”International Covid Summit – Esperienze di cura dal mondo”
Senti Fabio, prima di tutto come è andato il Convegno? Sono emerse novità importanti nell’ambito dell’approccio medico al Covid?

Il Convegno è stato magnifico. Da 60 Paesi medici mossi solo dall’intento di aiutare i loro simili. Tutti a portare con sincerità il loro apporto per dare un aiuto. Ho fatto tante amicizie e si sta costruendo veramente una rete. Non era un convegno per presentare farmaci ma per unire i cuori.

Ti saresti aspettato un fuoco di sbarramento così rabbioso e uniforme da parte della stampa mainstream?
Che impressione ti ha fatto questo schieramento compatto e monocorde delle prostitute dell’informazione?
Solo per citare alcuni titoli delle testate più diffuse:
Covid, convegno al Senato sulle cure “alternative”. E Casellati si dissocia (La Repubblica)
“Covid? Curabilissimo”: il convegno al Senato che consiglia farmaci non autorizzati, vitamine, liquirizia, passeggiate nei boschi (Il Fatto quotidiano)
Ivermectina e diete anti-Covid in Senato, Roberto Burioni non si tiene: attacco furioso al convegno (Il Tempo)
Covid, un caso il convegno in Senato. Accuse alla Lega. Salvini: non c’entro (Il Corriere della Sera)
Convegno ‘negazionisti’ Covid in Senato, De Luca: “Messaggio di totale irresponsabilità” (Il Messaggero)
Il punto è che i pensieri vengono messi in strutture tali da impedire il movimento del pensiero. E chiaro che è una ingenuità pensare alla medicina che guarisca sempre la Covid. Terapia significa trovare approcci per poter aiutare le persone ad affrontare la malattia. In questo senso per la Covid di terapie efficaci ne esistono e sono molte.
Come ti spieghi che mentre fino a pochi anni fa la medicina era aperta ad ogni contributo scientifico senza pregiudizi, oggi si cerca addirittura impedire in tutti i modi di curare a domicilio i pazienti nonostante vi sia un numero enorme di evidenze che le cure domiciliari funzionano?
A questa domanda bisognerebbe rispondere con ipotesi non avendo prove. Essendo un medico il mio codice deontologico mi impedisce di parlare.

Non credo sia mai accaduto nella storia della medicina che alcuni presidi sanitari non solo siano stati demonizzati ma addirittura vietati e sequestrati nelle farmacie, come è avvenuto, ad esempio, per l’idrossiclorochina e l’ivermectina, medicine che sono sul mercato da decenni – quindi super-sperimentate – e che non hanno mai richiamato l’attenzione della censura sanitaria la quale, per converso, continua a tollerare un gran numero di prodotti sicuramente dannosi?
In verità è già successo in altre terapie, specie con il cancro, in particolare dove gli interessi in gioco sono enormi.
Ora che ti sei esposto pubblicamente, richiamando l’attenzione dei cani da guardia della stampa mainstream pensi che possa cambiare qualcosa nella tua vita?
Lanciato il siluro il sommergibile si allontana dalla zona ed aspetta in silenzio che si esauriscano le bombe di profondità. Sperando di non esser colpiti. Se lo sarò fa parte del gioco. Comunque i sommergibilisti rischiavano molto di più.
Come vedi il prosieguo della battaglia per la verità – scientifica e sociale – che in pochi stanno coraggiosamente combattendo contro le forze – preponderanti – che hanno completamente spazzato via ogni residuo democratico – e di libertà di espressione – non solo in Italia ma nella maggior parte dei Paesi? Sei ottimista o pessimista per il futuro?
Sinceramente io resto nella mia postazione e di volta in volta decido cosa fare. Ci troviamo di fronte a qualcosa di enorme su cui è impossibile fare previsioni. Importante che ognuno giochi il suo ruolo.
Fabio, ti ringrazio per l’intervista. Apprezzo, come dire, la tua estrema sinteticità e la prudenza nelle risposte; scelte che evidenziano una grande attenzione alla complessità della situazione ed un autentico spirito scientifico.
Piero Cammerinesi

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