Per chi non se n’è ancora accorto, la guerra ce l’abbiamo già in casa, ma i media strombazzano e fanno rullare solo tamburi ucraini. Quello che vivono gli italiani dopo due anni e mezzo di “pandetruffa”, non interessa granché, con ogni evidenza. Parlano, però, certe foto come le lunghe file di italiani davanti alla Caritas, code di poveracci che devono decidere se pagare la bolletta o comprarsi da mangiare. Se saldano la prima, vanno a mendicare un piatto alla Caritas.
La dignità è stata violata e calpestata da tempo e Draghi deve pagare tutto il male che ha fin qui perpetrato e che ci sta facendo. Non serve un genio dell’Economia per triplicare le bollette di luce e gas! E la sua battutina sui condizionatori d’aria denota la mediocrità mentale, l’incultura e la piccineria d’animo dell’uomo.
Personalmente, un condizionatore non l’ho mai avuto e mai lo avrò (fa male alle articolazioni e fa venire la legionella) , e per chi ce l’ha, non deve essere considerata merce di scambio con la cessazione del conflitto e con la pace. Come non è facendo qualche doccia in meno e abbassando la temperatura dell’acqua, come predica una minus habens di eurocommissaria, che procureremo dolo a Putin.
La verità brutale di cui si tace, non sono i 18 gradi di termosifone o i condizionatori a temperatura più bassa, ma la deindustrializzazione brutale che Draghi ha già programmato in accordo con Schwab e con il WEF, per il tramite dell’inevitabile calo energetico.
Fare il muso duro con la Russia e pretendere sanzioni-harakiri, tende a questo.
Ceramiche di Sassuolo, l’industria dolciaria Colussi di Assisi che ora lascia a casa 300 lavoratori, cui seguiranno altre aziende, sono solo l’inizio.
E’ questa la “guerra di Draghi”? Ridurre in macerie il sistema-Italia? Ridurci in bolletta, al freddo al buio e alla fame? Suona davvero derisorio sentirlo pontificare in aula a difesa di “sovranità”, “libertà” e “democrazia” per l’Ucraina, quando poi degli italiani se ne fa un baffo e li vuole addirittura rovinare ed è in forse la loro esistenza.
Noi non abbiamo più “sovranità” da quando siamo in zona euro, proprio a cominciare dalla moneta. Non abbiamo più “libertà” da quando esiste un provvidenziale (per Loro) quanto fasullo (per noi) “stato di emergenza” pressoché infinito; né tanto meno “democrazia”, tenuto conto che il parlamento è diventato un futile vecchio arnese da ignorarsi, e che i governi tecnici vanno avanti per decretazione d’urgenza e per il tramite di miserabili Dpcm, senza passaggi parlamentari. Non esiste da tempo nemmeno la sovranità e sacralità dei confini (limes), dato che l’Italia è diventata un porto di sbarco da parte di navi ong che scaricano clandestini ad ogni ora del giorno e della notte. E anche l’invio massiccio di profughi ucraini creerà una “bomba umana” e una massa d’urto, in grado di procurare tracollo alle nostre già fragili strutture istituzionali. Ma nessuno lo dice e lo scrive. Come nessuno fiata su posti di lavoro letteralmente “trafugati” agli italiani per darli agli ucraini, anche se non vaccinati. Un’ umiliazione atroce quanto intollerabile.
Draghi è un sociopatico incapace di comunicare alcunché alla popolazione, cui si rivolge solo per terrorizzarla (il suo “chi non si vaccina muore”, con la sua balzana idea ascientifica che col green pass si sta “in sicurezza” in un Gotha di immunizzati privilegiati).
Inoltre, non è ancora finito il consumo di tamponi (che ha prodotto profitti stellari), per quelli che vanno al lavoro, poiché il green pass non è stato abolito. Subdolamente hanno tenuto in piedi quello detto “di base”, cioè ottenuto col tampone. Ecco allora, la fotografia di una Italia dolente e senza spina dorsale, davanti a quelle farmacie rimaste le sole a realizzare profitti. Non mi soffermo sulla crudeltà di affibbiare pure una multa una tantum (100 euro) se hai più di 50 e non ti vaccini. In base a quale “giusta legge”? Come dire, dato che hai gli occhi azzurri, ti becchi pure una sanzione, dall’Agenzia delle Entrate.
Ma la cosa che mi manda più in bestia d’ogni altra, sono le cronache giornalistiche sui furti nelle case degli ucraini da parte dei “perfidi russi ladri e vandali” in uno scenario di guerra, quando in Italia lo scandalo delle case Aler dura da anni.