Elezioni USA, brogli e censura azzoppano la democrazia

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I Media continuano imperterriti a narrare frottole nel doppio tentativo di occultare i brogli e che finora hanno spudoratamente disinformato, mentre i social, sicari dei media, chiudono i profili di chi tenta di divulgare la verità.

Infatti non è vero che la Corte Suprema ha rigettato i ricorsi degli Avvocati di Trump. Cristallino il parere di Roberto Mazzoni, residente in Florida, giornalista professionista esperto di tecnologia informatica, in Italia già responsabile per importanti società editrici.

La Corte Suprema circa la Pennsylvania ha rigettato solo il ricorso d’urgenza presentato personalmente da due senatori, poiché sorpassato dall’accoglimento dell’istanza depositata dallo Stato del Texas, a cui si sono aggiunti altri nove Stati [ad oggi 17, ndr], circa i brogli avvenuti in quattro “swing States”, Winsconsin, Georgia, Michigan ed appunto Pennsylvania.

Per replicare i Giudici avevano concesso tempo fino alle 13 di giovedì 10 Dicembre. Il ricorso verte sull’applicazione di un criterio elettorale illegittimo che causa pregiudizio ai cittadini del Texas e dei restanti Stati.

Alan Dershowitz, noto avvocato ed accademico d’area democratica, sostiene che le lamentele di Trump siano fondate. Anche diversi big democratici ammettono i brogli, ma hanno timore di ritorsioni e vendette interne, come quella di cui fu vittima lo stesso Dershowitz.
Il vulnus dell’istanza, supportata dall’analisi comparativa di una serie di dati, è che a decidere le elezioni, a detrimento della popolazione dei restanti Stati, non possono essere i quattro Stati in cui è stata applicata una legge elettorale non costituzionale che ha acconsentito l’attuazione dei brogli.
Al contempo, una TV via cavo si è addentrata nell’analisi comparativa dei dati, rilevando macroscopiche anomalie. Tra le varie, Biden pur essendo andato male in tutte le grandi città, negli Stati in bilico non ha ottenuto consenso in modo uniforme, ma, guarda caso, ha avuto successo clamoroso nelle quattro grosse città degli Swing States: Milwaukee, Atlanta, Detroit e Filadelfia, mentre ha ottenuto maggioranza solo nel 17% delle contee. Trump ha battuto Biden in 18 delle 19 contee definite “bellweather” (segnatempo) dove da quasi quarant’anni l’esito locale corrisponde al voto nazionale.
Sul fronte della censura, Youtube ha ufficialmente comunicato che eliminerà tutti i video inerenti i brogli elettorali, facile che si aggiungeranno Google, Twitter e FB, poiché condividono il “team di censura” che finanziano al tacito fine di zittire chi non è allineato alla narrativa ufficiale ed intende conoscere e divulgare la verità.

Banale la motivazione ufficiale: le elezioni sono terminate, ha vinto Biden e non ha senso discuterne.
Gli analisti sostengono che i social abbiano indirizzato sei milioni di americani contro Trump. Media e social, dopo aver occultato i video che narravano dei malaffari del figlio di Biden e delle indagini a suo carico, dando invece risalto a fantasie atte a screditare Trump, dopo aver ignorato i legami di Biden con la Cina, stanno oscurando video e profili scomodi, esattamente come il mio profilo FB, dopo l’ultimo post, datato 13 Novembre con cui indicavo il ruolo di Dominion e di organizzazioni sorosiane. Infatti non posso usare Messenger.
Mazzoni, prospettando che a breve la mannaia della censura calerà sui suoi social, ha già adottato accorgimenti ed invita a seguirlo su www.mazzoninews.com.

Mauro Mauri (giornalista investigativo)

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