Delle due, l’una

Narrazione dominante versus minorante

L’OMS ha inviato, a inizio 2021, in Cina, a Wuhan, una commissione, composta da epidemiologi, veterinari, statistici, tecnici di laboratorio, esperti di sicurezza alimentare e di salute animale, per determinare, congiuntamente a pari titolo del locale Center for Disease Control, le origini della pandemia di SARS-COV-2. La loro relazione è stata resa disponibile sul sito dell’OMS il 6 aprile, preceduta da una conferenza stampa di anteprima nella stessa Wuhan il 9 febbraio.

Il report scagiona il mercato di Wuhan (Wuhan Huanan Seafood Wholesale Market) dall’essere la scaturigine di tutto, essendoci stati casi già in dicembre 2019 in soggetti non correlati con il mercato stesso.

Many of the early cases were associated with the Huanan market, but a similar number of cases were associated with other markets and some were not associated with any markets. Transmission within the wider community in December could account for cases not associated with the Huanan market which, together with the presence of early cases not associated with that market, could suggest that the Huanan market was not the original source of the outbreak. (p.7)

 


Anche la riscontrata presenza nell’ambiente interno al mercato del virus è da imputare a una contaminazione operata da soggetti già infetti.

Environmental sampling in the Huanan market demonstrated widespread contamination of surfaces with SARS-CoV-2, compatible with the virus shedding from infected people in the market at the end of December 2019 (p.108)

La circolazione del virus già avveniva dunque a fine 2019, in Wuhan, e, forse, anche in altri paesi al di fuori della Cina.

Based on molecular sequence data, the results suggested that the outbreak may have started some time in the months before the middle of December 2019. The point estimates for the time to the most recent ancestor ranged from late September to early December, but most estimates were between mid-November and early December. (…) The findings suggest that circulation of SARS-CoV-2 preceded the initial detection of cases by several weeks. Some of the suspected positive samples were detected even earlier than the first case in Wuhan, suggesting the possibility of missed circulation in other countries. (p. 7).

Dai test e dai campionamenti effettuati (80.000 in 31 province cinesi) non è stato trovato SARS-COV-2 in nessun animale sospettato come possibile vettore di contagio diretto o ospite intermedio. Pure i test sui prodotti animali (anche domestici di origine selvatica) del mercato di Wuhan hanno dato esito negativo.

(…) the presence of SARS-CoV-2 has not been detected through sampling and testing of bats or of wildlife across China. More than 80 000 wildlife, livestock and poultry samples were collected from 31 provinces in China and no positive result was identified for SARS-CoV-2 antibody or nucleic acid before and after the SARS-CoV-2 outbreak in China. Through extensive testing of animal products in the Huanan market, no evidence of animal infections was found. (…) (p. 8) There is evidence that some domesticated wildlife the products of which were sold in the market are susceptible to SARS-CoV, but none of the animal products sampled in the market tested positive in this study. (…) Preliminary sampling and testing of other markets in Wuhan and upstream suppliers to the Huanan market taken during 2020 did not reveal evidence of SARSCoV-2 circulating in animals.

È vero che i prodotti alimentari della catena del freddo, a parte quelli di specie allevate di origine selvatica, non sono stati oggetto di analisi, all’inizio del 2020 e, quindi, dato il potere conservante del gelo sul virus, questa ipotesi non è del tutto da escludere, anche alla luce dell’insorgenza di nuovi focolai nella tarda primavera 2020 in altri mercati a Wuhan, dove il virus pare essere stato introdotto proprio grazie all’importazione di questo tipo di cibi.

SARS-CoV-2 can persist in conditions found in frozen food, packaging and cold-chain products. Index cases in recent outbreaks in China have been linked to the imported cold chain. These indicates a possibility of transmission of SARS-CoV-2 through frozen products. (…) Apart from frozen farmed wildlife products, cold-chain products in Huanan market were not tested specifically in early 2020.

Tuttavia, questa eventualità è data dalla Commissione solo come possibile (altra cosa è la probabilità o l’alta probabilità!), in ragione del fatto che, bilanciati tutti i pro e contro, in fine 2019 la circolazione del virus, sia in Cina che all’estero, era assai scarsa. Oltre a ciò, mancano certezze sulla modalità di eventuale contaminazione (contatto, orale, aerosol?)

While there is some evidence for possible reintroduction of SARS-CoV-2 through handling of imported contaminated frozen products in China since the initial pandemic wave, this would be extraordinary in 2019 where the virus was not widely circulating. (…) It is not clear what the infection route would be (possibly oral, touch, or aerosol). (p.118)

SARS-Cov-2 è, all’apparenza, simile ad altri corona virus presenti in svariati animali, in specie pipistrelli e pangolini, ma è geneticamente differente da questi, oltre ad avere meccanismi di replicazione e di patogenesi sue peculiari che lo differenziano da tutti gli altri coronavirus.

SARS-CoV-2 also shares a 96.2% homology with a sequence of a strain of coronavirus (RaTG13) previously identified by genetic sequencing from a horseshoe bat sample (Rhinolophus species) and to a lesser extent with a strain isolated from pangolins. The RaTG13 virus sequence is the closest known sequence to SARS-CoV-2. (…) SARS-CoV-2 shows a broad tissue tropism, in particular binding through its spike protein to angiotensin-converting enzyme 2 (ACE2). It also directly infects endothelial cells lining the blood vessels, unusually for a human respiratory virus. Other novel pathological features of the virus are hypercoagulability and the excessive multi-organ immune system response and long-term sequelae. (p.10) SARS-CoV-2 has a unique insertion of four amino acids between the S1 and S2 domains of the spike (S) protein, which creates a cleavage site for the furin enzyme. This furin-cleavage site is not present in most other betacoronaviruses (for instance, SARS-CoV), and it may increase the efficiency of virus infection of cells. (p.83)

La derivazione zoonotica del virus è data come probabile (?), ma il passaggio all’uomo dall’animale risulta tuttora un mistero, quindi, un fatto non provato, una semplice ipotesi.

However the specific route of transmission from natural reservoirs to humans remains unclear. (p.82). Although the role of civets as intermediate hosts in the outbreak of severe acute respiratory syndrome (SARS) in 2002-2004 had been favoured and a role for pangolins in the outbreak of COVID-19 was initially posited, subsequent epidemiological and epizootic studies have not substantiated the contribution of these animals in transmission to humans. The possible intermediate host of SARS-CoV- 2 remains elusive. (p.9)

Così come era stato per la SARS e per la MERS (Two other β-coronaviruses (MERS-CoV and SARS-CoV) have caused largescale epidemics in people, but their exact origins remain elusive. (p. 92)), mancano le prove del salto di specie (spillover) diretto o attraverso un ospite intermedio. Tutti i test fatti sulla fauna selvatica, a partire dai pipistrelli, hanno dato esito negativo.

Sampling and testing of >1,100 bats in Hubei Province, however, has been conducted but none were positive for viruses close to SARS-CoV-2. Sampling of wildlife across China has been conducted but no samples were positive for SARS-CoV-2. (p. 108).

E, anche se il consumo di carne di animali selvatici può costituire un ipotetico fattore di rischio, mancano le prove di una effettiva trasmissione del virus, così come non ci sono evidenze circa la presenza di pipistrelli o pangolini al mercato di Wuhan.

Despite consumption of bat and other wild animal meat in some countries, there is no evidence for transmission of coronaviruses from such encounters, and the trace-back investigation found no evidence for presence of bats or pangolins (or their products) in the market. (p. 114)

 

Da ultimo, il report, pur ritenendola altamente improbabile, ma comunque possibile, considera l’eventualità della fuoriuscita del virus da un laboratorio, in specie dal laboratorio di Wuhan (Wuhan Institute of Virology), che proprio sui coronavirus dei pipistrelli compie studi specifici e che effettuò il trasloco della propria sede vicino al mercato di Wuhan il 2 dicembre 2019.

Although rare, laboratory accidents do happen, and different laboratories around the world are working with bat CoVs. (p. 119)

Ha la narrazione dominante dettagliatamente informato sui contenuti del report o si è limitata all’archiviazione della notizia «avvenuta conferma dell’ipotesi spillover», laddove conferma in tal senso nel testo non è dato ravvisare?

Ha la narrazione dominante errato nel dipingere, in forme colorate e iperrealistiche, lo scenario del primo contagio all’interno del mercato di Wuhan, laddove il report lo esclude?

Ha la narrazione dominante citato l’affermazione, più volte ripetuta nel testo, che il virus potrebbe non essere cinese e arrivato in Cina successivamente, attraverso modalità ancora da chiarire?

Ha la narrazione dominante rilevato che, alla luce delle particolarità genetiche del virus, l’ipotesi dell’uscita da un laboratorio, contrariamente a quanto dichiarato (né avrebbe potuto essere diversamente visto il ruolo cinese all’interno della Commissione), risulta essere più realistica del salto di specie o dell’arrivo attraverso la catena del freddo?

O lo pensiamo solo noi che vogliamo «pensare male» a tutti i costi?

Delle due, l’una.

Il narratore minorante


(sempre risalire alle…) Fonti:

Report of the WHO-China Joint Mission on Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) 16/24 february 2021
WHO-convened Global Study of Origins of SARS-CoV-2: China Part Joint WHO-China Study 14 January-10 February 2021 Joint Report
WHO AUDIO emergencies VPC Global Study Origins Wuhan China 9FEB2021.pdf

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