Viandanti

15 Febbraio 2014 Scritto da Piero Cammerinesi
Pubblicato in Liberopensare

il-cammino-a18403894Siamo tutti viandanti in cammino, con le nostre luci e le nostre ombre. 

Le nostre grandiosità e le nostre meschinità. 

Quando cerchiamo di puntare il nostro sguardo verso la verità lo facciamo con tutte le nostre forze ma anche con le nostre debolezze. Questo vale per tutti, finché siamo incarnati e quindi determinati dalle nostre strutture corporee, dalle nostre doti e dai nostri limiti.

Il segreto è comprendere il nostro cammino nel tempo; quello che eravamo ieri non è più oggi, quello che abbiamo raggiunto oggi sarà superato domani, cambiamo costantemente.

Ma questo non vale solo per noi, ma anche per gli altri, così che qualsiasi nostro giudizio nei confronti dei nostri compagni di cammino è errato perché non afferra il divenire ma solo un singolo momento. 

Impariamo a guardare al 'filmato' della nostra ed altrui vita e non ai singoli 'frame'. 

Piero Cammerinesi

* * *

Caminante, no hay camino,

se hace camino al andar.

(Antonio Machado)

 

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L'Astuzia della Ragione

06 Febbraio 2014 Scritto da Piero Cammerinesi
Pubblicato in Liberopensare

friedrich hegel mit studenten lithographie f kuglerC’è un’idea straordinaria nel pensiero del grande filosofo Georg Wilhelm Friedrich Hegel che affascina da sempre generazioni di studenti di filosofia. 

Si tratta del concetto di “astuzia della ragione”.

Come può avvenire - si chiede il filosofo - che noi vediamo il cammino dell’umanità seguire fini e scopi universali e razionali, mentre coloro che tale cammino dirigono, come i grandi statisti, i condottieri, i rivoluzionari etc, agiscono per passione, quando non per istinto? 

Come possiamo conciliare questa contraddizione? 

Hegel intuisce che il fine della storia è la realizzazione della libertà dello Spirito, ma i mezzi per conseguirlo sono gli individui con le loro passioni. Sono queste passioni, in sostanza, ad imprimere alla storia ed all’evoluzione umana la sua direzione.

Ma come è possibile che la realizzazione di una meta universale di libertà si serva di mezzi che sono l’antitesi della libertà, vale a dire istinti e passioni?

Ecco, qui entra in gioco il concetto dell’”astuzia della ragione”.

La Ragione - quella con la erre maiuscola - di fatto utilizza le ambizioni e le passioni dei grandi uomini e li spinge così ad imprimere alla storia un percorso determinato. 

In qualche modo - ci dice Hegel - gli uomini credono di agire liberamente ma, seguendo le proprie passioni ed i propri istinti, non fanno altro che realizzare il percorso della Storia universale.

Le figure, insomma, di Alessandro, Cesare, Napoleone scompaiono e con loro le passioni messe in campo, mentre l’Universale, che grazie ad esse è stato realizzato, rimane nella Storia. 

L’”astuzia della ragione” è quindi il metodo con cui lo Spirito utilizza la fiera delle umane vanità per realizzare il suo obiettivo di progresso. 

Ma l’uomo è libero o no a questo punto? Sembrerebbe di no se è solo un 'pupo' manovrato dal ‘puparo’ dello Spirito universale…

E a questo punto il grande filosofo, con una piroetta di pensiero, ribalta tutto il castello di carte e sostiene precisamente il contrario, vale a dire che la vera finalità dello Spirito è la realizzazione dell’autocoscienza che si esprime nella libertà. 

Insomma, la meta della Storia del mondo non è altro che la libertà dell'uomo, che passa però per istinti e passioni.

Ebbene, questo non è valido solo per la Storia universale e per i grandi condottieri.

È valido per ciascuno di noi, nel percorso della nostra vita.

Vale a dire che noi diventiamo sempre più liberi anche grazie ai nostri istinti ed alle nostre passioni.

Sembrerebbe un ossimoro, eppure le cose stanno così.

Mi spiego meglio: se io di fronte ad un avvenimento della vita, un dolore, un cambiamento, una decisone da prendere, mi fermo e - prima di prendere una decisione - cerco di cogliere coscientemente il senso dell’evento, imprimo certamente al mio percorso di vita un impulso di libertà. 

Divento più libero.

Ma se non sono in grado di farlo, che succede? 

Succede che a compiere la mia scelta non sarà la mia calma e consapevole decisione, ma la mia simpatia o antipatia, il mio egoismo o la mia istintività.

Naturalmente una scelta istintiva non sarà quasi sicuramente scevra di conseguenze negative, le quali in futuro mi riproporranno - con una pressione maggiore - lo stesso enigma.

Ancora una volta mi sarà richiesto di comprendere quanto mi accade e di trovare una risposta cosciente. 

Ancora una volta potrò fallire - realizzando INCONSAPEVOLMENTE il fine della mia evoluzione - o riuscire nell’intento di realizzare tale fine CONSAPEVOLMENTE.

Potremmo anche metterla giù così: il Karma passa attraverso i miei istinti e le mie passioni e mi spinge - dolcemente o brutalmente - verso me stesso.

Insomma, come nel caso della Storia universale anche nella singola storia di ciascuno di noi vale l’affermazione che “gli uomini CREDONO di agire liberamente ma, seguendo le proprie passioni ed i propri istinti, non fanno altro che realizzare il percorso della propria storia individuale.” 

* * *

Gott läßt die Menschen mit ihren besonderen Leidenschaften und Interessen gewähren, und was dadurch zustande kommt, das ist die Vollführung seiner Absichten, welche ein anderes sind als dasjenige, um was es denjenigen, deren er sich dabei bedient, zunächst zu tun war.

(Hegel)

L'Astuzia della Ragione - 4.3 out of 5 based on 6 votes

33 anni fa

26 Gennaio 2013 Scritto da Piero Cammerinesi
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Massimo Scaligero foto di Leti Messina2Caro Amico e Maestro,

la mattina del 26 Gennaio di 33 anni fa, mentre stavo facendo colazione, un amico mi chiamò per dirmi che Tu avevi lasciato il piano terrestre.
Ricordo quel momento come se fosse ieri; la stanza, i mobili, il tavolo con la colazione lasciata a metà, i nostri volti impietriti, gli animi svuotati.
Il tempo si era arrestato in un respiro spezzato, in un bagliore improvviso.
Sapevo che Tu ti eri – com’è stato poi inciso sulla tua tomba – "fuso nella Luce del Logos" e sentivo una profonda gioia nel sapere che avevi lasciato la prigione di un involucro corporeo dolente, ma, alla Luce in cui Ti sapevo avvolto corrispondeva il buio in cui la mia anima era improvvisamente precipitata.
Non si è mai preparati alla morte ma non lo si è in particolare a quella delle persone che più si amano. 
Avevo perso un amico, un fratello, un maestro, tutti in un solo colpo. 
L’impressione che provai da allora – e non è mai cambiata – era che da quel momento il mondo non fosse più lo stesso. 
Il sole, il cielo, le strade, la terra era stata privata della luce che irradiava dal Tuo essere, dalla Tua parola, dal Tuo sorriso. 
Era come se un velo opaco avesse oscurato gli oggetti che mi circondavano.
Venni a darti l’ultimo saluto a casa Tua ma non ebbi la forza di partecipare al Tuo funerale, volevo ricordarti in quello studio nel quale per oltre otto anni si era svolto il rito del nostro incontro del giovedì, che era l’ora più attesa e desiderata della mia settimana.
Di questo mi sono poi pentito; avrei dovuto esserci, ma so che mi avrai perdonato.
Il tempo passa e gli anni si accumulano uno sull’altro, tante cose scivolano nell’oblio, eppure non v’è stato un solo giorno in cui non ho patito la Tua mancanza e non ho rivolto il mio pensiero a Te.
Con nostalgia, gratitudine, riconoscenza, affetto, amore.
Le Tue parole erano allora – e lo sono oggi – la bussola del mio percorso terrestre; sono diventate in me ‘carne e sangue’ e ancora risuonano nella mia giornata, dovunque io mi trovi e qualunque cosa io stia facendo.
"Il Tempestoso", soprannome che mi avevi argutamente assegnato per via del mio temperamento, è divenuto quasi una figura concreta che ha in me una sorta di esistenza autonoma. A lui mi rivolgo quando voglio trovare nuove energie e nuovi impulsi per proseguire nel meraviglioso Sentiero che Tu mi hai indicato: la Via del Pensiero.
Ma soprattutto rivolgo il mio animo a Te, al di là delle colonne d’Ercole della terrestrità, in attesa di ritrovarTi e di proseguire insieme il percorso spirituale nel corso della prossima avventura terrestre.
Ora, Tu mi insegni che quest’anniversario è diverso dagli altri.
Infatti, secondo la legge spirituale dei 33 anni, sappiamo che determinati impulsi terrestri (di pensiero o di sentimento) riemergono in modo visibile come eventi storici dopo un periodo di 33 anni.
Mi auguro allora che dal tuo sacrificio terrestre, dal dolore e dall’amore che – al pari di me - centinaia di amici hanno posto come seme nella terra quel giorno di 33 anni fa possa sbocciare un fiore prezioso, oggi davvero indispensabile nel nostro mondo: il fiore del risveglio delle coscienze.

Il Tempestoso

33 anni fa - 4.3 out of 5 based on 14 votes
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