La trasformazione

30 Aprile 2014 Scritto da Piero Cammerinesi
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Hoster-Flower BloomingCi sono due tipi di trasformazioni di noi stessi che incontriamo nel corso della nostra vita. 
Per sintetizzare possiamo dire che il primo tipo ci viene incontro, mentre siamo noi ad andare incontro al secondo. 

Il primo è quello della trasformazione subitanea, ad esempio dopo un grande dolore, una malattia grave, un evento esteriore rilevante. Non entra in campo la nostra volontà; è il destino che si incarica - per nostro conto - di realizzare la trasformazione. 
Dopo la prova andiamo a dormire e il mattino successivo siamo una persona diversa. 

Il secondo tipo è quello che invece passa attraverso la nostra volontà, la tenacia e la tensione ideale. 
Siamo scontenti di noi stessi, non ci piacciamo, vediamo lo iato tra il nostro essere ideale e il nostro essere reale. 
Decidiamo di cambiare. 
Lavoriamo, ci sforziamo, cadiamo, ci rialziamo. 
Cadiamo e ci rialziamo molte volte. 
Moltissime. 
Passano degli anni, sembra quasi che l'obiettivo sia irraggiungibile. 
Qualche volta siamo scoraggiati e ci sentiamo di dare ragione a chi afferma che è tutto inutile, che tanto non si cambia. - "Sì, magari puoi cambiare un atteggiamento, ma la natura, l'indole, quella no". - 

Poi, un giorno, ci svegliamo e siamo diversi. 
Non c'è più sforzo, non c'è più tensione. 
Prima cercavamo disperatamente, a tentoni, una porta nel buio della nostra anima. 
Ora, d'improvviso, la porta che non vedevamo è spalancata e troviamo dentro di noi una fermezza che non conoscevamo. 
È sbocciato in noi, silenziosamente, inaspettatamente il fiore della nostra trasformazione. 

Piero Cammerinesi

* * *

Look for the flower to bloom in the silence that follows the storm: not till then.

(Mabel Collins)

La trasformazione - 3.4 out of 5 based on 8 votes

I più poveri

25 Aprile 2014 Scritto da Piero Cammerinesi
Pubblicato in Liberopensare

topicIl giorno di Pasqua sono passato a trovare il mio amico Paolo Franceschetti che era al capezzale di Mariapaola, una sua amica che stava morendo di cancro in una struttura per malati terminali nei dintorni di Napoli.

Forse questa visita ha rappresentato il senso più autentico dell’ultimo weekend che ho trascorso in Italia.

Ma quello che mi ha colpito in profondità è stato l’amore e la dedizione di Paolo per questa persona. 

L'attenzione nei gesti e la commozione nelle parole.

L’aver annullato la sua vita esteriore per settimane solo per accompagnarla alla soglia.

Pensare che un paio di anni fa fui ‘rampognato’ perché - in un mio commento in un sito di indirizzo antroposofico - inserii un link al blog di Paolo, in cui si parlava comunque di argomenti spirituali.

Il link fu cancellato perché non era ‘anthroposophically correct’, dato che Paolo si era permesso, in una conferenza pubblica, di esprimere le sue riserve sul modo di scrivere di Massimo Scaligero.

Questo era bastato per farlo condannare senza appello e conseguentemente per farmi meritare una severa tirata di orecchi.

Che persone indegne e volgari frequentavo…

Il fatto è che solo poche settimane dopo questo episodio ebbi occasione di parlare a Paolo in diversi incontri della mia esperienza con Massimo Scaligero e del suo pensiero. Non solo accolse le mie parole ma iniziò a studiarne i libri.

Era stato condannato senza difesa e senza appello; era bastata una singola sequenza per censurare tutto il film.

Oggi, a distanza di due anni, non solo riconosce e rispetta la Scienza dello Spirito ma, quello che più conta, dimostra nella sua vita quotidiana, con semplicità e onestà, quello che molti che sentenziano e giudicano dovrebbero imparare: la tolleranza e l’amore.

Mi ritorna in mente quello che ci diceva Mimma Benvenuti tanti anni fa: noi siamo i più poveri, i più bisognosi, per questo abbiamo incontrato la Via.

Forse è proprio così, dovremmo ricordarcene sempre.

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Dolore e saggezza

08 Marzo 2014 Scritto da Piero Cammerinesi
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expansion1 1Nella vita siamo costantemente soggetti ad un incessante movimento pendolare tra gioie e dolori. 
Di regola crediamo che gioie e dolori ci vengano incontro dal mondo esterno, dagli altri, dagli avvenimenti, dal caso. 
Una persona mi fa del male - è colpa sua; ho trovato un amico - è fortuna; ho incontrato una persona che non vedevo da anni - è un caso.

In realtà quello che ci viene incontro dal mondo esterno, dalla vita, dagli altri, è parte costitutiva della nostra entità, la quale, attraverso lo squilibrio continuo di gioie e dolori tende a trovare il proprio equilibrio interiore. 

Il saggio è un eroe solare, che - così come il sole attraversa il cielo con un ritmo regolare - ha conquistato il ritmo del proprio Io.

Piero Cammerinesi

* * *

Quello che ha agito per lungo tempo come karma si trasforma in saggezza. La saggezza è la figlia del karma. Ogni karma trova il suo bilanciamento nella saggezza.

(R.Steiner)

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Il senso della vita

07 Marzo 2014 Scritto da Piero Cammerinesi
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Tree of Life 32

Chi si limita - nella sua conoscenza di se stesso e del mondo - esclusivamente alla storia esteriore, assomiglia ad un uomo di quarant'anni che della sua vita ricordasse solo gli ultimi due o tre anni.

O ad una persona che, a causa di un'amnesia, avesse obliato la sua infanzia e giovinezza.

Come potrebbe comprendere in tal modo il suo percorso ed il senso della propria esistenza?

Lo studio dell'occultismo e della storia occulta soltanto può fornirgli gli strumenti per riconoscersi come entità completa.

Piero Cammerinesi

* * *

Il significato della vita non si svela con parole generiche sull'anima, sul sé. etc.; esso non può essere rilevato che dallo studio sincero dei risultati della ricerca sovrasensibile.

(Rudolf Steiner)

Il senso della vita - 4.0 out of 5 based on 3 votes

1854 - 1914 - 2014

06 Marzo 2014 Scritto da Piero Cammerinesi
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ukraine-russia-crimeaNel 1854 la guerra di Crimea, che fermò l'influenza russa sull'Europa sud-orientale, pose le basi della prima Guerra mondiale.

Sessanta anni dopo, nel 1914, il primo conflitto mondiale - la cui scintilla fu l'evento di Sarajevo, nei Balcani - avrebbe portato alla distruzione degli imperi centrali, destinati a equilibrare il materialismo occidentale e il misticismo orientale.

Oggi, cent'anni dopo, nel 2014, si gioca ancora una volta nell'Europa sud-orientale una partita fondamentale per la nostra evoluzione futura.

Spingere l'Europa orientale - l'Ucraina nel nostro caso - nella sfera di influenza occidentale significa - da un punto di vista spirituale - cercare di impedire il corretto sviluppo dell'evoluzione che la Terra avrà nella sesta epoca.

In questo modo il confronto nella regione balcanica prosegue con l'obiettivo di controllare, dominare e dirigere occultamente le popolazione slave, determinanti nella prossima epoca.

* * *

Nei circoli che tengono segreto il loro sapere si cerca di far sì che certe cose si sviluppino in modo che l’Occidente acquisti in ogni caso il dominio sull’Oriente.

(R.Steiner)

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Le imperfezioni

23 Febbraio 2014 Scritto da Piero Cammerinesi
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bambini-stelleUna riflessione dedicata ai tanti cercatori di verità che - oggi come ieri - si confrontano con i demoni del proprio animo.
Scriveva dunque San Giovanni della Croce queste parole che non hanno certamente perso di attualità dopo cinque secoli:

"Ove si parla di alcune imperfezioni spirituali proprie dei principianti relativamente alla superbia.

1. I principianti, proprio perché agli inizi, si sentono pieni di fervore e sono molto diligenti nelle cose spirituali e negli esercizi di pietà. Ora, anche se è vero che le cose sante di per sé inclinano all’umiltà, tuttavia lo stato imperfetto dei principianti provoca in essi un certo orgoglio segreto che li induce a qualche soddisfazione per le loro azioni e per se stessi. Di qui nasce in loro una certa vanità, talora molto grande, di parlare delle cose spirituali in presenza di altri e, a volte, di voler loro insegnare più che essere disposti a imparare. Inoltre, in cuor loro, condannano gli altri quando non vedono in essi quella forma di devozione che vorrebbero praticassero. Capita anche che glielo dicano apertamente, come il fariseo che si vantava ringraziando Dio per le proprie opere, ma disprezzava il pubblicano (cfr. Lc 18,11-12).

2. Tuttavia, molto spesso è il demonio che accresce nei principianti il fervore e il desiderio d’intraprendere queste e altre opere, perché aumentino in superbia e presunzione. Sa molto bene, infatti, che tutte queste opere e questi atti di virtù, che i principianti compiono, non solo non valgono nulla, ma si trasformano in vizi. Alcuni arrivano a tale distorsione da non volere che nessuno, all’infuori di loro, venga reputato buono. Così, all’occasione, li si vede parlare e agire per condannare e denigrare, osservando la pagliuzza nell’occhio del proprio fratello, mentre non si accorgono della trave che hanno nel proprio (Mt 7,3); filtrano il moscerino dell’altro e ingoiano il proprio cammello (Mt 23,24)".

Non è cambiato molto da cinquecento anni a questa parte, vero? Neppure in circoli che hanno fatto dell'ascesi cosciente la propria strada...

Piero Cammerinesi

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Il Pifferaio

19 Febbraio 2014 Scritto da Piero Cammerinesi
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il-pifferaio-magico-570x300La storia si svolge nel 2014 nel Belpaese, un vero e proprio Paese dei Balocchi, dove tutto è permesso e la legalità e la moralità sono un lontano ricordo di cui ancora parlano gli anziani.

Quelli che, per intenderci, raccontano ancora ai nipoti di aver fatto il partigiano.

Il Belpaese è invaso - ormai da anni - da topi, scolopendre, pantegane e parassiti assortiti che ne hanno occupato tutti i posti di controllo, schiavizzando e irridendo i cittadini.

Un bel giorno un uomo con un piffero magico si presenta ai cittadini e promette di disinfestare il Paese da ratti e pantegane che infestano il parlamento e i poteri forti.
La gente acconsente, con la speranza di liberarsi una volta per tutte dai parassiti che infestano il Paese e promette al pifferaio eterna gratitudine. 
Il pifferaio tira fuori il suo piffero e cerca una melodia abbastanza suadente per affascinare tutti, dai giovani rampolli rampanti alle anziane zie di campagna, dai milionari ai mendicanti, dai mangiapreti alle beghine. 
Non appena il pifferaio inizia a suonare, i ratti e le pantegane restano - anch'essi - incantati dalla sua musica e si mettono a seguirlo, lasciandosi condurre fino a ... un nuovo governo, dove, invece di morire annegati come nella fiaba originale, eleggono entusiasticamente il pifferaio loro guida e loro maître à penser

Anche perché di "penser" ce ne era ben poco prima e ancor meno ora.

I cittadini del Belpaese credono di essersi liberati da ratti e parassiti assortiti, ma non sanno che i ratti e le pantegane sono sempre lì.
Solo si sono travestiti per non farsi riconoscere.
Secondo voi ci sarà un lieto fine a questa nuova versione della fiaba del Pifferaio di Hamelin? 

Piero Cammerinesi

* * *

Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo.

(Goethe)

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Immaginazioni

18 Febbraio 2014 Scritto da Piero Cammerinesi
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ImaginareQuando chiudiamo gli occhi e ci facciamo delle immaginazioni usciamo per alcuni momenti dalla ferrea realtà che ci incatena inesorabilmente alla terra e alle percezioni dei sensi. 

Le immaginazioni possono essere luminose ma anche terribilmente oscure. 

Possiamo immaginare l'amore più disinteressato per l'essere amato ma anche l'odio più feroce per i nostri simili. 

Possiamo farci delle immaginazioni aderenti alla realtà - interiore o esteriore - e quindi giuste, o contraddicenti la realtà.

La trama immaginativa è neutra, dipende cosa ci tessiamo; è un po' come il linguaggio. 

Nel linguaggio la trama è costituita dalle lettere a,b,c,d... 

Con esse si possono scrivere le peggiori bestemmie o le più elevate liriche. Sempre da lettere sono costituite. 

Non è nelle lettere dell'alfabeto né nelle immaginazioni il bene o il male. 

Sia le parole che le immaginazioni creano il mondo.

Piero Cammerinesi

* * *

El que lee mís palabras está inventándolas

(Jorge Luis Borges)

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Lo specchio deformante

16 Febbraio 2014 Scritto da Piero Cammerinesi
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29-oleg-shuplyak-surreal-paintingRacconta Brecht che Galileo, dopo aver inventato il cannocchiale, invita un cardinale a guardare in quel magico tubo.

Ma il cardinale ribatte che non ha importanza vedere se quelle stelle esistano o meno o se il sole giri su se stesso; il cosmo con l’uomo al suo centro è perfetto così come l'ha descritto Aristotele secoli prima. È inutile guardare dentro il tubo, perché se fa vedere qualcosa che "non può essere vero", vuol dire che il cannocchiale mente. 

Ecco, trovo questo atteggiamento dell'anima molto diffuso ancora oggi.

Tutte le volte che non ascoltiamo in profondità gli altri, che non siamo in grado di mettere in dubbio il nostro punto di vista, che esprimiamo un giudizio senza conoscere a fondo la situazione, noi ci comportiamo come quel cardinale.

Interponiamo un sipario opaco tra noi e la realtà, di cui perdiamo consapevolezza. La realtà - interiore ed esteriore - diviene così una nostra personale immagine, alterata come in uno specchio deformante.

Piero Cammerinesi

* * *

"Eppur si muove".

(Galileo Galilei)

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