FRIEDRICH NIETZSCHE - AL DI LÀ DEL BENE E DEL MALE (1885)

16 Giugno 1885
Pubblicato in Libri - Books - Bücher

1212.jpgUn libro che costituisce una sfida alla mente del lettore

PIERO CAMMERINESI - STORIA DI UN INCONTRO - RUDOLF STEINER E FRIEDRICH NIETZSCHE (Prefazione e Introduzione)

30 Giugno 2017
Pubblicato in LIBRI & SAGGI

19511542 1438008112912808 1427863174621760534 nPiero Cammerinesi - Storia di un incontro, Rudolf Steiner e Friedrich Nietzsche 

Bonanno Editore www.gebonanno.com/it/
Anno 2017 Pagine 268 Euro 24,00

FRIEDRICH NIETZSCHE - LA NASCITA DELLA TRAGEDIA (1872)

05 Marzo 1872
Pubblicato in Libri - Books - Bücher

Screen Shot 2017 03 05 at 14.15.55I libro comprende due conferenze pubbliche sulla tragedia greca (Prima conferenza: Il dramma musicale greco; Seconda conferenza: Socrate e la tragedia)

FRIEDRICH NIETZSCHE - COSÌ PARLÒ ZARATHUSTRA (1883)

29 Maggio 1883
Pubblicato in Libri - Books - Bücher

111_zarathustra.jpgZarathustra è l'uomo che ha colto la conoscenza misterica, e la sua azione - la più benigna e la più feconda - non è altro che un riflesso di quella conoscenza sugli uomini. (Giorgio Colli)

FRIEDRICH NIETZSCHE - ALSO SPRACH ZARATHUSTRA (1883)

21 Maggio 1883
Pubblicato in Libri - Books - Bücher

t754f96 0d391b buecher also sprach zarathustraAls Zarathustra dreissig Jahr alt war, verliess er seine Heimat und den See seiner Heimat und ging in das Gebirge.

Hier genoss er seines Geistes und seiner Einsamkeit und wurde dessen zehn Jahr nicht müde.

Possedere la verità

15 Giugno 2014
Pubblicato in Liberopensare

am 160860 3039028 427430Mi sono sempre chiesto da dove nasca questa pervicace, ostinata e apparentemente inarrestabile tendenza a prevalere sull’altro con la propria interpretazione di un fatto, di un avvenimento o di una visione del mondo.
A voler aver ragione, a voler possedere saldamente la verità.
Vi incappano anche i più disincantati, coloro che dovrebbero sapere che, in fondo, ognuno ha la verità che è in grado di accogliere e che, quindi, non ha senso alcuno cercare di convincere chi possiede già una propria convinzione.
Il problema è particolarmente ‘sensibile’ quanto più ci allontaniamo dal ‘sensibile’ – perdonate il gioco di parole – vale a dire che tanto più abbiamo a che fare con concetti non concreti, misurabili, tanto più la tendenza a voler avere ragione, con la propria interpretazione, si fa prepotente.
Se ho davanti a me un albero mi riesce facile capire che l’altro – se lo vede dalla parte opposta o da una maggiore distanza – non potrà vedere la stessa forma che vedo io ma vedrà una parte diversa dello stesso oggetto, mentre, se l’oggetto di discussione è una visione filosofica o politica o spirituale, in quel caso la lezione dell’albero è del tutto dimenticata.
Vogliamo convincere l’altro che la nostra visione dell’oggetto sia quella giusta.

L’unica giusta.

Come se la visione, l’interpretazione di qualcosa non avesse nulla a che fare con noi che la produciamo, fosse qualcosa di oggettivo, fuori di noi.
Dimenticando che è il nostro pensiero che pensa l’oggetto – fosse pure il più eccelso insegnamento spirituale – e che fornisce ad esso la sua particolare colorazione, la sua prospettiva unica.

Migliaia di anni di guerre, di persecuzioni, di violenze, nascono dal non aver compreso questo – apparentemente semplicissimo – principio, secondo il quale una stessa verità necessariamente viene rivestita dal nostro peculiare modo di vedere e di interpretare, in quanto essa non è fuori di noi, ma è costituita, sostanziata e di fatto coincidente con il nostro pensare.

È pensiero.

Nietzsche offre una lettura straordinariamente avvincente di questo fenomeno.
Egli si chiede, in sostanza, cosa rappresenti la volontà di possedere la verità. È la volontà di non lasciarsi ingannare? È la volontà di non ingannare? E perché tale volontà?
Semplice: perché ingannare o ingannarsi è nocivo, è negativo per la propria vita. Dunque non è affatto la cosa in sé – ciò che di reale ipotizziamo essere alla base della nostra verità, della nostra interpretazione - a garantirci la verità; il criterio di verità ha una base pratica, non razionale! È un pregiudizio morale quello che ci fa desiderare di non essere ingannati o di non ingannarci, dunque, di…avere ragione!

E da dove deriva questo pregiudizio morale?

Dall’istinto, che vuole premunirsi nei confronti di ciò che non è utile alla nostra vita - al nostro amor proprio, al nostro orgoglio, ad esempio - come il non aver ragione.
Alla base di ogni volontà di possedere la verità - e questo varrebbe finanche per i filosofi - dunque, vi sarebbe un istinto, qualcosa che non avrebbe davvero nulla a che fare con la verità.

Piero Cammerinesi

* * *

Dieser gieng wie ein Held auf Wahrheiten aus und endlich erbeutete er sich eine kleine geputzte Lüge.
(Friedrich Nietzsche, Also sprach Zarathustra)

Un tale mosse come eroe alla conquista della verità, e non s’acquistò alla fine che una piccola graziosa menzogna.
(Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra)

Le opinioni

16 Maggio 2014
Pubblicato in Liberopensare

image001Tendiamo a dare un’importanza smisurata alle opinioni. 
Crediamo che le nostre opinioni ci caratterizzino e soprattutto caratterizzino gli altri. 
Invece di giudicare i punti di vista giudichiamo le persone a causa dei loro punti di vista
Se poi il punto di vista che ci viene incontro dall’altro ci suscita antipatia o avversione, passiamo all’insulto e all’aggressione verbale, quando non fisica.
Siamo capaci di venir meno ai più basilari principi etici persino quando crediamo di difendere cause morali, facciamo guerre nel nome di un Dio di pace, uccidiamo per difendere la vita, ci poniamo sempre dalla parte della ragione, mai da quella del dubbio.

Se potessimo, per un solo istante, comprendere quanto poco contino le nostre ed altrui opinioni rispetto alla nostra vera essenza, alla nostra individualità permanente, a quello che di noi veramente resta dopo il percorso terrestre, ne resteremmo sconvolti.
Se, per un solo istante, comprendessimo che le nostre opinioni, i nostri pensieri, di cui andiamo tanto orgogliosi, non sono nostri, ma che in realtà siamo solo delle antenne riceventi, dei ripetitori dei pensieri dell’umanità, rimarremmo davvero senza parole.
Capiremmo che quello che veramente conta nella nostra e nella generale evoluzione è quel tanto che avremo trasformato di pensieri, sentimenti e atti volitivi, non certo il valore o meno delle nostre opinioni.

Ma gli uomini si accontentano di guardare la punta dell’iceberg, dimenticando che la parte emersa è solo un decimo del totale…

Piero Cammerinesi

* * *

"Aus den Leidenschaften wachsen die Meinungen; die Trägheit des Geistes lässt diese zu Ueberzeugungen erstarren" 

Dalle passioni crescono le opinioni; l’inerzia dello spirito fa irrigidire queste ultime in convinzioni.

(Friedrich Nietzsche)

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Piero Cammerinesi
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