GIOVANNI COLAZZA

Colazza

Era il 1911 e Rudolf Steiner veniva per la terza volta in Italia. Ma questa volta, diversamente dalle precedenti, era venuto – secondo la testimonianza della baronessa Olga de Grünewald - espressamente “a conoscere il dottor Colazza, perché questi gli era stato indicato dal Mondo Spirituale”.

Così descrisse l’avvenimento Massimo Scaligero nel suo Dallo Yoga alla Rosacroce:
“Steiner era venuto in Italia per incontrare Colazza, previa conoscenza del grado della sua personalità, in previsione di un’opera da compiere, in senso rituale e trascendente, con un ristretto numero di discepoli esotericamente qualificati. L’opera avrebbe avuto simultaneamente funzione cosmica, umana e storica, epperò si sarebbe svolta grazie al concorso di Guide visibili ed invisibili dell’umanità, in una città dell’Europa Centrale.
Doveva essere il compimento di un rito, la cui entelechia, necessaria al fatidico momento della storia umana, esigeva dai discepoli partecipi un trascendimento assoluto dell’elemento umano epperò un atto di coraggio per superare la Soglia del Mondo Spirituale e stabilire un incontro là dove è istaurabile, come veicolo di visione, la pax profonda”.

Giovanni Colazza nacque a Roma il 9 agosto 1877 in una famiglia dell’alta borghesia. Ebbe formazione classica, laureandosi poi nel 1902 in Medicina e Chirurgia presso l’Università La Sapienza di Roma.Fin da giovane fu attratto dall’esoterismo - orientale e occidentale – e, tramite l’amicizia con Marie Von Sivers, futura moglie di Steiner, entrò in contatto con l’Antroposofia.Fu proprio Marie Steiner a organizzare il primo incontro tra i due, che avvenne in Piazza di Spagna a Roma. Racconta un testimone: “Rudolf Steiner era accompagnato da Marie von Sivers, che doveva fare le presentazioni. Lasciando indietro di qualche passo la von Sivers, lo Steiner mosse con passo deciso verso il Colazza, consegnando nelle sue mani senza preamboli un libro. Il libro era in francese e il suo titolo era L’Initiation.”

Colazza fu uno dei discepoli più legati a Steiner, il quale - con la fondazione del Gruppo Novalis - gli affidò il compito di dirigere il Movimento antroposofico in Italia. Egli manteneva vivo il legame con il Dottore e con il progredire del lavoro antroposofico con viaggi a Dornach che effettuava a cadenza annuale.

Giovanni Colazza era persona molto taciturna, ma dotata di straordinario carisma; diversamente da altri esoteristi la sua personalità e il suo – diremmo oggi – stile di vita era molto anticonformista e talvolta ‘scandalizzava’ gli antroposofi con le sue frequentazioni femminili, tanto che essi facevano fatica a capire le ragioni della fiducia che Steiner aveva riposte nel medico italiano.

Massimo Scaligero, che fu suo diretto discepolo, rivelò che Colazza, oltre all’incarico di fondare la Società Antroposofica in Italia, ebbe anche quello di sviluppare l’aspetto più squisitamente esoterico dell’Antroposofia, grazie alla sua partecipazione alla “Sezione Esoterica” prima, e alla “Classe” poi.

Ancora secondo la testimonianza di Olga de Grünewald, Giovanni Colazza “non solo era il discepolo più caro a Rudolf Steiner, ma la figura più elevata dopo di lui”.

Nel 1916-17 Colazza combattè in trincea – come ufficiale medico di campo - nella prima guerra mondiale.Dopo il conflitto divenne molto noto nel campo medico, tanto da diventare il medico ufficiale di molte Ambasciate straniere.  Era tuttavia al tempo stesso “medico dei poveri” mettendosi generosamente a disposizione di tutti, con instancabile dedizione.Dal 1944 iniziò una serrata attività di conferenziere che proseguì ininterrottamente sino alla morte.Avendo deciso di non mettere per iscritto i suoi pensieri fu uno straordinario maestro dell’uso della parola e del silenzio. Qualità che lo faceva assomigliare a un guru orientale.Di lui rimangono gli articoli firmati con lo pseudonimo Leo, pubblicati nella rivista Ur, le cui annate vennero poi raccolte come Introduzione alla Magia Come Scienza dell’Io.

Esiste, inoltre, un ciclo di conferenze a commento del libro di Steiner Come si Conseguono conoscenze dei Mondi Superiori?.

Morì il 16 febbraio 1953, lasciando un’eredità spirituale straordinaria che fu raccolta e portata avanti luminosamente da Massimo Scaligero.

Piero Cammerinesi

 

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